Omicidio di Jessica Faoro: cronaca di un funerale rimandato

Parla Don Gino Rigoldi, che celebra comunque una messa in suo onore

La messa di Don Gino per Jessica photo by @martamigliardi
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Milano Lorenteggio- Uscendo dalla Parrocchia di Santo Curato D’Ars, dove ieri, 17 febbraio alle ore 11, erano previsti i funerali di Jessica Faoro, la sola domanda che mi rimbalzava ossessivamente in testa è stata: quante volte si può uccidere una ragazza?

I funerali, infatti, sono stati annullati e rinviati dai genitori che con comunicato congiunto hanno fatto sapere, a circa 48 ore dalla funzione che:

Noi genitori di Jessica Faoro, insieme e uniti in questa vicenda, anche con Andrea, informiamo che il rito funerario verrà celebrato il giorno 24 febbraio 2018. Nell’occasione desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno manifestato con fatti e parole il proprio affetto per Jessica, precisando che le donazioni sino ad oggi raccolte e già ricevute ci hanno permesso di anticipare una parte dei costi connessi alla sepoltura

La notizia era debolmente circolata, ma fuori dalla Chiesa c’era comunque un piccolo gruppetto di persone, 20 al massimo. Don Gino, infatti, ha deciso di celebrare comunque una messa di suffragio per Jessica:

… anche se la sua salma non è qui con noi

Don Gino Rigoldi è stato probabilmente il solo adulto che abbia almeno tentato di aiutare Jessica e il suo fidanzato Alessandro. Durante la sua predica parla molto di loro. “Un amore grande” dice, quasi commovendosi “come due naufraghi nell’oceano che si aggrappavano l’un l’altro per non annegare.”

Alessandro e Jessica: un grande amore

Alessandro, anche lui 19enne, si trova in carcere per reati minori. Don Gino, il cappellano del Beccaria, gli aveva fatto fare l’orlo ai pantaloni neri perché lui, ieri al funerale della sua Jessica, voleva essere bello come un principe. Tutto era pronto per rendere degnamente onore a questa ragazza coraggiosa. Sia Don Gino che il Comune di Milano si erano offerti (dopo 9 giorni di silenzio da parte dei genitori) di provvedere ai funerali di Jessica. E tutto era organizzato, anche il permesso speciale del carcere per far partecipare Alessandro alla messa del 17 febbraio, alle ore 11. Ma poche ore prima arriva il comunicato dei genitori, che rimandano tutto.

Una vita di abbandono

Gli stessi genitori a cui Jessica era stata tolta all’età di 7 anni, poiché incapaci di seguirla. Quelli che non sapevano neanche dove dormisse la loro figlia appena 19enne. Gli stessi che vivevano nella medesima città e che Jessica non la vedevano mai. Gli stessi che però hanno mandato video messaggi a Quarto Grado e rilasciato interviste a Chi l’ha Visto? subito dopo la tragedia. Interviste senza una lacrima. Parlo di Stefano Faoro e Annamaria Natella, separati oramai da molti anni. Lui, per infelice destino, lavora per ATM, come il tranviere che ha barbaramente ucciso Jessica il 7 febbraio con 40 coltellate nella sua casa in via Brioschi 93, a Milano.




La madre Annamaria si è risposata, ed ha avuto un’altra figlia, senz’altro più fortunata: il profilo Facebook della donna è pieno di foto con la sua bambina piccola. Quella di Jessica è comparsa solo dopo la sua morte. I commenti sembrano bloccati. Tutto stride, dispiace dirlo, in questo dolore senza lacrime. Non è certo una colpa essere poveri. Ma sicuramente Jessica avrebbe voluto che a renderle l’ultimo addio fosse Don Gino, con il suo Alessandro, bello come un principe. Queste le parole, sempre eleganti, di Don Gino Rigoldi in merito al rinvio:

 

La replica

Non si fa attendere la replica dei genitori che insistono:

Pur nel dolore della vicenda – scrivono in una nota – noi genitori, sin da martedì 13 avevamo già individuato il luogo di celebrazione del rito, quale luogo di ritrovo di nostra figlia con alcune amiche, e versato il denaro per le esequie alle Onoranze funebri interpellate dalla madre. Non abbiamo chiesto aiuti ma questi ci sono giunti e, ancora oggi, stanno arrivando». «Precisiamo – aggiungono – che i futuri contributi di amici e istituzioni eventualmente ricevuti verranno destinati in nome di Jessica ad associazioni attive contro la violenza sulle donne

Un vero e proprio giallo, quindi, anche per i funerali di questa ragazza sfortunata. Da una parte il Comune e Don Gino, dall’altra i genitori. Che si tratti solo di un disguido? Potrebbe essere. Valutate voi.

Vedere la Chiesa vuota è triste. Qualche amico, una suora molto gentile e una ragazza che appoggia un fiore bianco vicino all’altare. Un solo fiore. Abbandonato.

Ed è ancora una volta la solitudine a stritolarmi in questa atroce vicenda. Dove sono i genitori? Anche se ci fosse stato un malinteso perché non presenziare? Perché non stringere la mano a Don Gino o ascoltare i suoi racconti su Jessica che sicuramente frequentava più lui di loro?

Quante volte?

Esco dalla Chiesa. Il quartiere Lorenteggio è un quartiere duro. Come tutte le periferie. La giornata è grigia. Quante volte si può uccidere una ragazza?

Nata in una famiglia difficile e sfortunata, affidata ai servizi sociali dall’età di 7 anni, ragazza madre di un bambino che le venne tolto alla nascita, presa a coltellate da uomo perverso e anche nel momento del suo ultimo saluto, in un destino senza pace, per un fraintendimento o decidete voi, il funerale viene rimandato. La sua salma giace all’obitorio in un freddo che raggiunge l’anima.

Quante volte si può uccidere una ragazza?

 

Marta Migliardi

 




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