Onde gravitazionali, in 7 mesi ‘cinguettii’ da record: i dati raccolti

Onde Gravitazionali da record, in sette mesi da 40 collisioni fra buchi neri sono stati rilevati un centinaio di “cinguenti”: un bilancio senza precedenti.

Onde Gravitazionali cinguettii dell'universo



Nelle campagne di Cascina e negli Stati Uniti sono al lavoro due interferometri per la ricerca delle Onde Gravitazionali, Virgo e Ligo. Dopo un anno di lavoro sono stati elaborati i dati finali dei 39 eventi rilelati nel periodo di osservazione che va dall’Aprile all’Ottobre 2019.

Le Onde sono state osservate per la prima volta nel 2015 e da allora hanno dimostrato di essere preziose per la comprensione degli eventi colossali che governano l’universo.

Onde Gravitazionali, “cinguettii” da record

Lo chiamano il cinguettio dell’Universo, il ‘rumore’, quasi impercettibile legato al passaggio delle onde. Fin dagli anni Novanta la scienza è al lavoro per sviluppare tecnologie sempre più sensibili, dotate di bande di frequenza più larghe per poter percepire questi cinguettii.

Il nuovo catalogo dei segnali registrati tra aprile e ottobre 2019 dagli osservatori di Ligo e Virgo è il frutto di anni e anni di ricerca.  Come riportato dall’Ansa, i dati raccolti sono stati pubblicati in anteprima sul sito Arxiv, un sito nel quale approdano articoli scientifici prima dell’ultima revisione in vista della pubblicazione ufficiale.

Un centinaio di cinguettii sono stati ascoltati nei sette mesi di ricerca, questi sono stati prodotti da circa quaranta collisioni fra buchi neri. I dati hanno necessitato di un anno per essere esaminati dai ricercatori del network Virgo / Ligo. Questi hanno analizzato i segnali gravitazionali e gli eventi cosmici registrati nei sette mesi di ricerca.

Stando ai dati raccolti sarebbero 39 gli eventi rilevati, di questi 13 sono stati pubblicati in anteprima.  Impressionate come dall’agosto 2017 all’aprile 2019 sia migliorata la sensibilità dei tre rilevatori, prendendo in considerazione il solo osservatorio di Virgo, infatti, si è potuto osservare un volume di universo dieci volte più vasto delle precedenti rilevazioni.

L’importanza della ricerca

Il primo a scoprire teoricamente le onde gravitazionali fu Albert Einstein nel 1916 e a distanza di cento anni i progressi scientifici sono stati notevoli.  Quando si tratta di Gravitational Waves parliamo di fluttuazioni che si producono nella curvatura dello spazio-tempo, andando poi a propagarsi come onde e allontanandosi dal punto di origine.

Queste sono causate da stelle e buchi neri e sono state rilevate per la prima volta tra il settembre 2015 e il gennaio 2016 dall’osservatorio di Ligo. Nel 2017 è avvenuta poi la prima rilevazione in Europa (quarta nel mondo) da parte di Virgo, l’osservatorio italiano che si trova nei pressi di Pisa.

Le Gravitational Waves servono agli scienziati per comprendere e spiegare alcune delle leggi fondamentali della fisica, forniscono preziose informazioni sull’origine dell’universo  e sulla formazione ( o morte ) delle entità astronomiche, come le stelle e buchi neri.

Non solo il passato o l’Universo, lo studio di queste onde potrebbe permettere agli scienziati di ‘vedere’ l’Universo un secondo dopo essersi formato a seguito del Big Bang. Comprendere ciò potrebbe essere di vitale importanza anche per la previsione di eventi futuri.

Emanuela Ceccarelli

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