Ormai ognuno è libero di arricchirsi come meglio crede

È successo recentemente con la Gkn Driveline di Campi Bisenzio e continuerà a succedere ancora. Il liberismo regna sovrano in un mondo in cui ognuno è libero di arricchirsi nel modo in cui più preferisce, e come spesso accade,  la strada più semplice per arricchirsi coincide con la totale cancellazione della dignità del lavoratore, che, privato di ogni diritto, arranca  in questa follia collettiva.


Che un lavoratore venga licenziato con un messaggino, con una e-mail o con una pergamena arricchita da un sigillo di ceralacca non cambia nulla. I lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato o con contratto a termine non fa differenza, ormai sanno benissimo che la loro dignità di persone ha perso ogni valore in questa follia collettiva che chiamiamo “liberismo“.
L’idea che un’azienda lasciata libera di arricchirsi modificando l’assetto sociale, economico e persino ecologico di intere comunità assuma contemporaneamente precisi obblighi nei confronti delle medesime sembra non appartenere più né ai governi, né ai partiti e neppure ai sindacati. Neppure se quell’azienda va a gonfie vele, neppure se ha distribuito lauti dividendi ai suoi azionisti, neppure se ha fatto mambassa del denaro pubblico.
La proprietà privata è sacra e guai a violare questo dogma, parte subito l’accusa di veterocomunismo e per chi non conosce la Storia persino di archeofascismo. Il governo, tutti i governi, per tenere fede a quel dogma spargono qualche lacrimuccia, mettono mano di nuovo al portafogli per diluire lutto e proteste e lasciano correre.
Ma nemmeno per l’ombra di sta minchia, almeno non in un mondo che voglia considerarsi decente.
Privato o no io Stato ti esproprio, ti pignoro, ti statalizzo e poi affido l’azienda a un’amministrazione che metta le persone prima dei dividendi o meglio ancora la do in autogestione a chi in quell’azienda ha lavorato davvero.
E invece niente, soltanto un tavolo in più per prenderci in giro.

Mario Piazza

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