Orsi sbranati dai cani: arrestati 9 cacciatori in Florida

Responsabili di averli svegliati dal letargo per darli in pasto ai cani, i cacciatori si vantavano del loro orribile operato sul web

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Ad un anno dall’inizio delle indagini, sono state arrestate nove persone accusate dell’uccisione di numerosi orsi sbranati dai cani.

Il procuratore della Florida Pam Bondi, colui che ha dato la notizia, ha confermato che i cacciatori hanno un’età compresa tra i 25 e i 45 anni.

La ricostruzione degli inquirenti

Secondo le ricostruzioni, gli orsi erano attirati fuori dalle tane utilizzando delle esche, interrompendo in questo modo il loro letargo. Gli animali, assonnati e storditi, non potevano difendersi correttamente e rimanevano alla mercé dei cani dei loro aguzzini. Gli orsi neri sono ottimi nuotatori e tendono ad arrampicarsi sugli alberi per sfuggire ai pericoli, ma in quelle condizioni entrambe le possibilità erano loro precluse.

Una volta terminato il macabro lavoro, i cacciatori scattavano foto e giravano video da pubblicare sul web per vantarsi del loro operato. 

Le accuse

I nove cacciatori sono accusati di diversi reati, tra i quali crudeltà nei confronti degli animali e utilizzo illegale di strumenti di comunicazione. Si aggiungono le accuse di combattimento tra animali ed una serie di reati legati al fatto che gli orsi sbranati appartenessero ad una specie protetta.  Molte sottospecie di orso nero, o Ursus americanus, rischiano infatti l’estinzione a causa della riduzione dell’ambiente naturale operata dall’uomo. La pelliccia di queste creature è molto ricercata dai cacciatori, ed era forse a quella che puntavano gli aguzzini.

Una caccia secolare

La crudeltà perpetrata dai nove cacciatori in florida è solo l’ultima di tante, poiché già nel XVII secolo la pelliccia dell’orso nero era utilizzata per confezionare i copricapi dell’esercito canadese e dell’esercito britannico. Oggi la caccia agli orsi neri è praticata perché le loro zampe e la loro bile sono vendute a caro prezzo nei mercati asiatici, nonostante la caccia a queste creature sia vietata e l’orso nero faccia parte dell’elenco delle specie protette.

Auguriamoci che le pene a cui andranno incontro i nove cacciatori siano sufficienti a scoraggiare altre azioni di questo tipo.

Francesco Cambilargiu

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