Orte, teatro orientale coi Milòn Mèla, spiritualità e miti d’India

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Maurizio Martucci

Di Maurizio Martucci

 

fotofree-3Al termine di un workshop residenziale, suggestive performance artistiche d’importazione indiana sono andate in scena ieri sera al Casale Hortensiae (familiare ospitalità BioVegan), accanto a terme e rigoglioso bosco di Orte (Viterbo). L’esibizione teatrale della compagnia Milòn Mèla (un laboratorio culturale di Shantiniketan, nella zona rurale del Bengala, in tour in Italia fino ad Ottobre) ha riannodato le trame del tempo in una sospensione mitologica tra musiche, maschere e canti dell’orientale patria della spiritualità millenaria: “Così come lo Yoga è unione, noi fondiamo nel teatro le nostre esibizioni senza mediazioni. La spiritualità nasce dentro l’uomo: la mostriamo così come c’è stata tramandata”.

fotofree-2Fondatore e direttore delle attività è Abani Biswas, nel 1979 stava nel progetto multiculturale del Teatro delle Sorgenti del regista polacco Jerzy Grotowski: da lì ha avuto inizio un percorso multidisciplinare culminato nel 1990 con la costituzione del Theatre House, una comunità di 40 persone (la gran parte artisti) in autoproduzione secondo i principi del Mahatma Gandhi, dove arti e tradizioni di induismo, buddismo e sufismo si fondono armoniosamente per un’avvolgente recitazione dal vago sapore mistico, esportata d’estate in diversi paesi d’Europa. Temi e raffigurazioni sono quelli che l’UNESCO oggi annovera nel patrimonio immateriale mondiale dell’umanità: “Terminati gli studi, ai nostri discenti diciamo: adesso inizia la vostra vita, per avere una piena conoscenza del proprio corpo – spiega con tono saggio Biswas, parlandomi dei contenuti dello spettacolo – Ci esibiamo in diverse attività artistiche prese da cinque parti dell’India Canti, musiche e danze sono dei Baul del Bengala e di Gotipua dall’Orissa, mentre le forme di saluto e combattimento si rifanno all’arte marziale del Kerala dei Kalaripayattu. Nello spettacolo c’è anche l’esibizione di un master insegnante di Hatha Yoga, Visvajit Giri, un sadhu tantrico che si esibisce in asana con mudra e recitazione di mantra. Poi i balli dei Templì indù, la Danza del Fuoco e quella dei Chhau con maschere e acrobazie in un repertorio di storie tratte dai testi classici Mahabharattha, Bhagavadi Gita, Purana e Ramayana. Infine l’accompagnamento dei danzatori con tamburi, flauto e cimbali.”

Villa Vrindavana a San Casciano in Val di Pesa (Firenze) è la prossima tappa italiana, prima dell’ultima dei Milòn Mèla a Roma Tor Vergata, poi il ritorno in India. Dove alla fine dei lavori della sessione invernale è prevista la Sadhumèla, una grande festa in cui convergeranno numerosi guru delle differenti correnti spirituali indiane.

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