Ostritz, Germania. Vuoi boicottare un festival neonazi? Fai sparire la birra

Gli abitanti di un paese della Sassonia fanno incetta di birra e lasciano a secco il festival neonazista

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Ostritz, un paese di 25 km², si ribella all’imminente festival neonazista, acquistando tutta la birra in vendita nell’unico supermercato e nelle poche botteghe.

 

Il festival

Il festival neonazista, dal nome evocativo di “Schild und Schwert”, letteralmente “Scudo e Spada”, era previsto per sabato scorso: si attendevano poco meno di 1000 nostalgici skinhead, pronti a festeggiare a suon di musica e alcool, ma la cittadina di Ostritz, non troppo entusiasta all’idea, si organizzava in modo originale e pacifico per contrastare possibili scenari violenti.

Il lampo di genio

Gli abitanti del paese non hanno voluto che accadesse il peggio, consapevoli del mix esplosivo di alcool e rabbia che questo genere di eventi porta con sé. Non paghi della decisione della polizia di vietare l’alcool al concerto, a dozzine si sono riversati nell’unico market e nelle poche botteghe del paese e hanno tolto dagli scaffali fino all’ultima lattina di birra. 

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La grande quantità di bottiglie e lattine acquistata dalla popolazione antifascista, verrà utilizzata per animare una festa di paese che i cittadini stanno organizzando, chè si sa: quello che fa male è l’abuso e non l’uso.

Il grande flop

La polizia ha sequestrato, oltre a coltelli e armi, le scorte di bionda che i neonazisti si erano portati “da casa”: si parla di più di 4000 lt di birra, senza la quale, a quanto pare, il festival è risultato poco attraente: dei quasi 1000 partecipanti attesi  ne sono rimasti circa 300, alcuni dei quali sono stati ripresi e fotografati mentre, avviliti e sotto lo sguardo attento dei poliziotti, svuotavano bottiglie e lattine nei tombini.

E mentre il festival tramontava mesto, gli abitanti di Ostritz, grazie all’azione di un collettivo locale, organizzavano un altro evento di protesta, dal tono artistico, con la partecipazione del Ministro Presidente della Sassonia,  Michael Kretschmer.
Lungo una via del paese venivano distribute 2262 paia di scarpe, in memoria dei 2262 profughi morti  nel 2018, mentre cercavano di attraversare il Mar Mediterraneo.

Roberta Sanzeni

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