Outsiders: gli artisti passati inosservati, di Alfredo Accatino

Veri e propri talenti artistici del ‘900 che hanno vissuto ai margini di un quotidiano che li ha respinti.

Fonte foto: Google.
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Outsiders il nuovo libro di Alfredo Accatino (edito da Giunti 2017) dove indaga le storie obliterate di 35 artisti del ‘900.  





Un racconto affascinante, intriso di tante e diverse vite che hanno attraversato – poco o meno in silenzio – il ‘secolo breve’. Artisti geniali, sottovalutati e non compresi finiti  in dimenticanza, riscoperti in Outsiders che rende omaggio a questi esclusi e incompresi dal mondo dell’arte.

In Outsiders Accatino racconta la loro storia con uno stile asciutto deciso e fotografico. Senza cadere nel banale o nel tentativo di arricchire la storia di una vita che non ha nulla di aggraziato. Il racconto è accompagnato da foto e immagini che ben raffigurano il soggetto di cui scrive.

Gli Outsiders, così definiti, sono geni dell’arte infausti, senza successo, dimenticati e riscoperti dopo anni di silenzio o rimozione. Artisti con una vita troppo disarmonica rispetto al mondo che li circondava ma anche anticipatori di idee affermatesi in seguito. La loro arte rivela tanto ma a loro tempo lo rivelava in modo  eccentrico e condannabile.

Delle vite spesso tragiche e difficili anche da raccontare, il testo Outsiders ripercorre proprio le vite di questi artisti invisibili nel mondo dell’arte del ‘900 – sia uomini che donne -.

Gli artisti in Outsiders

Il progetto editoriale nasce nello studio del padre, Enrico Accatino pittore e scultore. Da cui Alfredo attinge l’occhio ‘critico’ attraverso sculture e dipinti. Dove, da bambino era indotto ad assecondare la follia creativa del padre. Il testo è un percorso nella creatività dispersa con storie che pervengono da tutto il mondo, attraverso un importante lavoro di ricerca e ricomposizione delle fonti.

Tra le tante storie racchiuse in Outsiders, oggi dimenticate , Accatino narra le vicende del primo transessuale della storia dell’arte: Lili Ele. Fra le donne inserite nel testo spunta  Amrita Sher-Gil – La ‘Frida Kahlo indiana’– pioniera dell’Avanguardia indiana morta a 27 anni per un aborto clandestino. Riaffiora anche Anita Rée: ebrea convertita al luteranesimo.

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Anita Rée

Anita Rée prese parte al movimento secessionista di Amburgo, fu una delle fondatrici del Gedok, la prima associazione di donne artiste della Germania di Weimar. Si suicidò nel 1933 e le sue opere furono distrutte dai nazisti. Compare anche Vivian Maier insieme ad Artur Cravan, Gerald Murphy . Un italiano, Gino Rossi, considerato uno dei precursori dell’arte moderna, morto quasi sconosciuto.

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Pas de Deux, Nicholas Kalmakoff.

Inoltre vi è la storia di Nicholas Kalmakoff, pittore morto in totale solitudine nel 1955 a Parigi. Membro della vecchia aristocrazia russa, Kalmakoff si era trasferito a Parigi continuando morbosamente a dipingere i suoi soggetti onirici, a tratti inquietanti. Ispirati all’Art Nouveau russa.

Dimenticato per lungo tempo fino a metà degli anni Sessanta, quando le sue opere, firmate con il monogramma “K”, vennero rinvenute da due studiosi. In un mercato delle pulci parigino.

E ancora le avventure della Baronessa Elsa Von Freutag-Lorighoven, inventrice dell’orinatoio di Duchamp. Il pittore dalle dita a bacchetta Dick Ket. La toccante parabola di Felix Nussbaum, per anni nascosto in un sottotetto a Bruxelles. Insieme alla mogie per sfuggire ai nazisti. Pavel Filonov, morto di fame durante l’assedio di Leningrado.

Alfredo Accatino

E’ il direttore Creativo & Partner Filmmaster Events creatore di grandi eventi internazionali. Con alle spalle una vasta attività editoriale. Autore di libri umoristici e pubblicazioni sul tema dell’educazione all’immagine e della comunicazione. Votato creativo dell’anno al Bea – Best Event Award – importante premio europeo riservato al settore degli eventi – nel 2009, 2014, 2015 e 2016.

Fondatore e coordinatore di Creativi, importante gruppo social di settore, con 10,000 professionisti. Nel 2011 ha creato il movimento di pensiero ‘Rivoluzione Creativa’. Pubblicò una Lettera Aperta ai Creativi e ai Lavoratori della Mente che rilanciò radicalmente il tema della valorizzazione della creatività. La ricerca, le culture giovanili e la tutela delle professioni creative. In merito al riconoscimento giuridico delle idee e per la riforma del diritto d’autore.




Inoltre nel 2013 raccolse oltre 18.000 firme per “il riconoscimento della valenza strategica della creatività”. Sulla base di 20 punti programmatici.

 

Felicia Bruscino

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