Palermo: il sindaco Orlando scrive una lettera all’ambasciatrice palestinese

Il primo cittadino ha chiesto a Mai Al Kaila di designare un cittadino palestinese che possa essere nominato Console onorario dal capoluogo siciliano

Fonte: Wikipedia
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Nella serata di ieri, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha reso noto, tramite la sua pagina Facebook, di aver spedito una lettera all’ambasciatrice palestinese in Italia Mai Al Kaila. L’oggetto principale della missiva è l’invito volto all’ambasciatrice a “voler indicare una personalità che possa assumere l’incarico di “Console Onorario” della Palestina a Palermo”.

Alcuni estratti del testo

La decisione di Orlando è perfettamente inquadrabile nell’ambito delle notizie degli ultimi giorni. Si legge infatti che a seguito dell’annuncio “del Presidente statunitense Donald Trump di voler riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele, credo che il mondo intero, le istituzioni e la società civile abbiano il dovere di dare un segnale forte di rigetto di soluzioni unilaterali del conflitto che oppone Palestina e Israele, e, soprattutto debbano rigettare soluzioni che non tengano nel dovuto conto il Diritto internazionale e i diritti del popolo palestinese”. All’inizio della lettera Orlando ha voluto in qualche modo specificare che tale documento non è e non va preso come un gesto isolato perché “la città di Palermo è legata da una lunga amicizia con il popolo palestinese, simboleggiata dal gemellaggio con la città di Khan Yunis, dai tanti progetti di cooperazione realizzati negli anni da ONG palermitane a Gaza e in Cisgiordania, dalla presenza di una folta comunità della diaspora palestinese nella nostra città




Fonte: Il Moderatore

Un duplice obiettivo

L’intenzione del primo cittadino palermitano non può quindi essere riassunta soltanto nella mera espressione di vicinanza istituzionale al popolo palestinese. È egli stesso a chiarire, nella parte finale dello scritto, “che sia importante ribadire al mondo, alla comunità palestinese e alla comunità internazionale che per noi uno Stato Palestinese esiste già, se non nelle formalità, certamente nei diritti e nelle speranze di tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e la pace”. È doveroso segnalare che la promozione di attività a sostegno della Palestina non sono affatto nuove né per la città di Palermo né per Orlando. Nell’aprile del 2014, a titolo di esempio, era stata conferita la cittadinanza onoraria al leader politico palestinese Marwan Barghouti, ancora detenuto nelle carceri israeliane.

 

 

Una riflessione

Sulla materia del conflitto in Palestina si spendono parole quotidianamente e da molteplici punti di vista. L’unico accordo che sembra esserci tra le parti è proprio quello di cercare di non far decadere il tema, di evitare che venga messo da parte. Tuttavia, una cosa che sembra ancora sfuggire a molti è che, a volte, l’argomento possa assumere dimensioni più piccole, locali. Ed è proprio nella dimensione locale che una decisione può porsi in contraddizione con quella nazionale. L’Italia infatti non ha ancora riconosciuto lo Stato Palestinese e l’ultima volta che si è parlato di questa possibilità correva l’anno 2015. Un’azione di questo tipo, promossa da un sindaco, non deve quindi riguardare soltanto i destinatari dell’azione stessa ma tutti i cittadini dello Stato. È già raro vedere qualcuno che su scala locale abbia le idee chiare su una qualsiasi sfida della contemporaneità, senza cadere in astensionismi camaleontici. Ancora più raro è avere il coraggio di esprimere tali idee, comportandosi da maggioranza.

 

 

 

Giorgio Russo

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