Palermo capitale della cultura: #IostoconDitirammu

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Ditirammu: un teatro piccolo dalla memoria immensa che oggi rischia di chiudere.

Teatro Ditirammu, dal 1 maggio 1995 situato nel quartiere arabo della Kalsa, a Palermo, dopo anni di viaggi e spostamenti che da Monza l’ha condotto in tutte le parti del mondo; un gioiello di cultura popolare siciliana e palermitana.

Vito Parrinello, fondatore del teatro e artista tutto tondo, ha calato il sipario della sua vita a giugno di quest’anno. Il Ditirammu ha continuato la sua attività, fino a oggi.

In un comunicato stampa del 25 settembre, presente sul loro sito, la famiglia Parrinello comunica la loro difficoltà a proseguire il lavoro del teatro a causa di problemi economici.

Il teatro ha avuto vita grazie all’impegno di Vito e della sua famiglia, spendendo sempre il loro tempo e i loro guadagni per mantenerlo in piedi.

Arriva un momento, come scritto da loro, in cui questo non è più possibile. Se l’amministrazione non viene in loro aiuto – in faccia anche alla grande ammirazione e stima che a parole è sempre stata fortemente elargita – saranno costretti a chiudere.




La petizione

Online è attualmente possibile firmare una petizione con la quale si chiede al sindaco Orlando di non ignorare l’accaduto e di fare di tutto affinché il Ditirammu non chiuda.

Attualmente i sostenitori sono 5.286 e mancano solo 2.214 firme. Il 26 settembre, sul sito del comune di Palermo, il sindaco Orlando e l’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano hanno rilasciato un comunicato nel quale assicuravano di fare il massimo per evitare la chiusura.

Ovvero, fondi. Servono fondi per evitare che il Ditirammu chiuda. Se Palermo è la capitale dei giovani (che vanno via per mancanza di futuro) e della cultura (che chiude perché abbandonata a se stessa), allora il Ditirammu non deve chiudere e deve ricevere i fondi per impedire che ciò accada.

Anche le persone che hanno firmato la petizione possono continuare a contribuire concretamente; possiamo tutti credere che firmando quella sommossa popolare abbiamo fatto il nostro dovere, ma possiamo ancora di più, nel nostro piccolo.

Se avete progetti da mettere in scena, potete richiedere spazio al Ditirammu; c’è tutto un merchandising vario e disparato, per tutti i gusti, che è possibile acquistare per donare un contributo qualunque al piccolo teatro più magico di Palermo.

Ogni piccolo gesto è fondamentale e aiuta a contribuire alla causa anche al di là dello schermo.

Ditirammu: Da Dioniso a…? 

“Ditirammu” da “Ditirambo”, antica tecnica greca inneggiante Dioniso e il vino. La gioia, la festa, la voglia di vivere. La storia del Ditirammu si concretizza come teatro nel 95, ma la compagnia di canto popolare affonda le radici nelle storie più antiche e intime di Palermo; un crocevia di incontri, progetti e culture che ebbe a che fare anche con Giuseppe Pitré, studioso, scrittore e antropologo palermitano.

Ancora oggi il Ditirammu rimane un punto di riferimento per gli artisti e non solo, anche per tutte le persone che amano ancora uscire per andare a vedere un buon spettacolo che faccia bene all’anima; se non possono uscire, il Ditirammu con la sua Lapa andrà da loro.

Quella cultura che non si dimentica del popolo e della sua innata necessità al bello anche quando deve dare precedenza ad altro, nella quotidianità.

Ed è per questo che chiediamo all’amministrazione comunale di rivedere le priorità nei loro affari quotidiani e a noi stessi di concretizzare ancora di più il nostro supporto, ché fermarci ad azioni online non sempre basta.

#IostoconDitirammu, e voi?

 

Gea Di Bella

 

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