Palestina: uno Stato o solo luogo di scontri?

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Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che sostiene, in “linea di principio”, la Palestina come Stato.

Con 498 voti favorevoli, 88 contrari e 111 astensioni il Parlamento di Strasburgo ha previsto uno Stato palestinese entro i confini del 1967 con capitale Gerusalemme. La città santa dovrà così essere capitale di due stati, Palestina e Israele, i quali dovranno giungere ad una pace definitiva.
Alla fine della Seconda guerra mondiale gli ebrei residenti in Palestina rappresentavano circa il 30% della popolazione totale e la situazione era critica sia a causa del dominio inglese su quell’area, sia per la guerra stessa che aveva determinato un vero e proprio esodo verso la “Terra promessa“.
Con l’obbiettivo di risolvere la situazione, già nel 1948 l’ONU stabilì una risoluzione che prevedeva la creazione di due stati sul territorio palestinese, ponendo Gerusalemme sotto il controllo internazionale.

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Palestina

Fin da subito le ostilità si manifestarono con violenza: la Lega Araba scatenò una guerra di liberazione con l’obbiettivo di cacciare gli ebrei, mentre questi ultimi si dimostrarono particolarmente aggressivi con tendenze terroristiche.
Nel corso dei decenni la guerra si è auto-alimentata, alternando scontri furiosi e aggressivi a tregue gracili e illusorie. Nonostante i mille tentativi di portare la pace tra i due popoli, sembra che nulla riesca a porre fine all’odio che si protrae di generazione in generazione, da oltre cinquant’anni.
La guerra tra israeliti e palestinesi ha causato milioni di profughi, centinaia di vittime innocenti il cui desiderio era quello di vivere serenamente in quella che loro chiamano casa.
Nel 2014 le Nazioni Unite presentarono una bozza secondo la quale, nel novembre del 2016, l’occupazione da parte israelita avrebbe avuto fine e le terre occupate nel 1967 ritornate sotto il controllo palestinese.
Forse la soluzione non è nemmeno la creazione di due stati distinti. Prima di deporre le armi bisogna cancellare l’odio alimentato da pregiudizi, leader inclementi e ferite vecchie.
Forse, un giorno, si arriverà ad avere un unico grande stato in cui arabi ed ebrei possano vivere pacificamente e in armonia.

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