Paloma: “la bellezza, qui, in questo mondo”

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Paloma ha dodici anni, un quoziente intellettivo superiore alla media e una cultura molto vasta per una ragazzina della sua età. E’ ricca, “virtualmente ricca”, in quanto sono i suoi genitori ad esserlo. Ha deciso di suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno, per evitare di finire come i suoi genitori e gli adulti che la circondano. Questa ragazzina così “sui generis” è una delle due protagoniste del romanzo “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery.

Paloma
Paloma e Renée nel film tratto dal romanzo

Paloma abita in un lussuoso palazzo di Parigi in rue de Grenelle, ed è disgustata dagli adulti, sua madre in primis, che “gioca a fare la comunista”, protetta dal suo fastoso appartamento. E poi c’è Colombe, sua sorella, che studia alla Normale ma che non spicca per intelligenza ed umanità. La ragazzina non vuole finire “nella boccia dei pesci” come gli adulti che conosce, inaspriti dalla vita, cinici e insoddisfatti.

E poi c’è Renée, la portinaia del palazzo in rue de Grenelle. A prima vista, la donna sembra un prototipo perfetto della portinaia: sciatta, brutta, sovrappeso e piuttosto rude. Ma in realtà, pur non avendo avuto l’opportunità di studiare, ella ama la letteratura russa, la filosofia e la cultura giapponese. Per lei le sgrammaticature sono una pugnalata al cuore, soprattutto se provengono dai suoi ricchi “datori di lavoro”.

Renée e Paloma, entrambe “in incognito”, molto attente a non far scoprire il loro vero “io”, sono anime gemelle, nonostante le differenze d’età e d’estrazione sociale. Le due sono destinate ad incontrarsi grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un elegante, raffinato giapponese che metterà l’una sulla strada dell’altra. Egli, grazie alla sua sensibilità, diventerà il confidente di entrambe, e porterà a galla il doloroso segreto di Renée, tenuto nascosto per tanti anni.

E poi arriva la tragedia, una tragedia così reale ed insopportabile che Paloma si sente una sciocca: con il suo disprezzo verso gli adulti, sente di non aver costruito nulla e bolla come “infantile” la sua intenzione di suicidarsi, considerandola solo un capriccio da ragazzina ricca. “D’ora in poi” decide la ragazzina “andrò alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo.”

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