Morire fatta a pezzi a 18 anni: aggiornamenti (e strumentalizzazioni politiche) sul caso di Pamela Mastropietro

Nel dolore straziante per la fine ingiusta, crudele e macabra di Pamela Mastropietro, appena 18enne, la madre affida le sue parole a Facebook.

Sono parole, quelle di Alessandra Verni, la mamma di Pamela, che provengono dalle viscere più profonde del dolore:

Quello che le hanno fatto è indescrivibile e così crudele che spero di vederli soffrire lentamente fino alla morte! Ti amo, la tua mamma

La vicenda di Pamela ha dell’incredibile per sfrenatezza e crudeltà. Pamela Mastropietro era ospite di una comunità di recupero, sita in Polenta (provincia di Macerata) ed è poi stata ritrovata fatta a pezzi in due valigie dopo pochi giorni.

Uscita di sua spontanea volontà dalla comunità il 29 gennaio, grazie ad una capillare indagine da parte delle forze dell’ordine, che hanno visionato tutte le telecamere che potevano averla ripresa, si è certi che la giovane fosse in vita fino al 30 gennaio mattina. Ed è sempre grazie a questi video che si è individuato Innocent Oseghale, nigeriano di 29 anni, ripreso più volte in prossimità di una farmacia vicino a Pamela.

Potrebbero essere coinvolte più persone

Nella casa dell’uomo, che è stata poi perquisita, sono state trovate tracce di sangue, i vestiti della ragazza e anche una siringa che pare sia stata acquistata dalla stessa Pamela. Le prove sono piuttosto schiaccianti. Ma il comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata, Michele Roberti dichiara con fermezza che le indagini sono solo all’inizio. Anche se il solo in stato di fermo è il 29enne Innocent Oseghale, ci sono molti indizi che potrebbero far pensare al coinvolgimento di più persone nell’atroce delitto.




Nulla viene lasciato al caso. Un’indagine serrata, che ha visto anche la testimonianza di alcuni abitanti nei pressi del macabro ritrovamento dei due trolley in cui erano contenuti i resti di Pamela, che hanno detto che i loro cani quella sera hanno abbaiato ininterrottamente dalle ore 23 in avanti. Forse l’orario in cui sono state lasciate le valige?

Le altre piste

Si stanno tenendo in considerazione anche altre piste. Le amicizie romane di Pamela, le frequentazioni e gli affetti della 18enne. La famiglia, prima del macabro ritrovamento, si era rivolta anche a Chi l’Ha Visto? segnalando la scomparsa della figlia e descrivendola come una ragazza che «sta attraversando un momento di grande fragilità e potrebbe aver bisogno di aiuto». Chi si è approfittato di questa fragilità? Le dinamiche del delitto e il modo in cui è stato occultato il corpo hanno bisogno di altre risposte per essere chiarite. Smembrato, senza vestiti e perfettamente pulito: il corpo di Pamela non presentava alcuna traccia di sangue. Un rito?

Le strumentalizzazioni politiche

Mentre le forze dell’ordine cercano di dipanare questa matassa e ridare dignità, con la verità, alla povera Pamela c’è chi comunque cerca di strumentalizzare la vicenda. «La sinistra ha le mani sporche di sangue, altra morte di Stato», ha dichiarato Matteo Salvini, leader della Lega. Immediata la replica da parte della Bordini che accusa il leader del Carroccio di cogliere ogni occasione buona per spargere odio. Ma Salvini è implacabile:

Cosa ci faceva ancora in Italia questo verme? Non scappava dalla guerra, la guerra ce l’ha portata in Italia. La Boldrini mi accuserà di razzismo, ma la razzista, con gli italiani, è lei

Probabilmente Salvini continuerà ad “usare” questa vicenda per esporre le sue idee. Ma di questo non mi occuperò più. Seguiremo invece la vicenda investigativa per dare un senso al dolore di questa madre e alla fine ingiusta di sua figlia, Pamela, di soli 18 anni. Ed è di poco fa la notizia che l’esame autoptico non avrebbe rilevato segni evidenti di violenza sessuale, che rende ancora più incomprensibile il movente di questo delitto la cui sola vittima è Pamela. Anima fragile in un mondo che di anima non ne ha più.

 

Marta Migliardi

 




2 Thoughts

  1. Cara mia omonima, Salvini sta semplicemente riportando la verità, che tu stai strumentalizzando. Questo VERME aveva il permesso di soggiorno scaduto da tempo, spacciava e (sperando che non abbia anche ucciso la ragazza) l’ha fatta a pezzi, probabilmente dopo averla violentata. Ora tu ti attacchi a Salvini, che ha detto il minimo, di ciò che stava da dire, rendendoti complice, sotto un certo aspetto, di tutto ciò. Se fosse successo a qualche tuo familiare, avresti reagito nello stesso modo?

    1. Gentile Marta ( abbiamo un nome bellissimo), io non attacco Salvini, ma tutta la classe politica che strumentalizza questi casi. Ho citato anche la controparte. La storia della povera Pamela è triste e i colpevoli sono tanti, anche (moralmente) l’uomo italiano che le ha dato 50 euro per un rapporto sessuale. I 50 euro con cui lei si è pagata l’ultima dose. Certo uccidere, fare a pezzi sono cose assai più gravi. Ma, mio parere personale, non credo il problema sia il colore della pelle. Sul permesso scaduto la colpa è dello Stato. Tutto. Un caro saluto. Marta

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