Pamela forse morta di overdose. Il Gip non può, al momento, convalidare l’accusa di omicidio

Si attendono gli esami tossicologici che verranno effettuati dai Ris di Roma. Innocenti Oseghale rimane in carcere per vilipendio e occultamento di cadavere

Foto by @ilrestodelcarlino.it
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Macerata- Indagini serratissime per la morte di Pamela Mastropietro, il cui cadavere è stato rinvenuto il 31 gennaio 2018 fatto a pezzi e nascosto dentro due valigie. Grazie alle videocamere minuziosamente controllate dalle forze dell’ordine si è giunti ad individuare subito Innocent Oseghale, 29 nigeriano, come persona coinvolta nei fatti. Durante la perquisizione nell’appartamento del ragazzo erano stati rinvenuti i vestiti di Pamela, tracce ematiche compatibili e una siringa.

50 euro per l’ultima dose: un uomo di Mogliano sentito come persona informata dei fatti

Il nigeriano è stato quindi arrestato. Ma le indagini sono continuate con rivelazioni sempre più inquietanti. Ieri è stato ascoltato dagli inquirenti un italiano, di 50anni di Mogliano (provincia di Macerata).

L’uomo avrebbe incontrato Pamela (che ricordiamo si era allontanata il 29 gennaio dalla comunità in cui era ospitata di sua spontanea volontà) e avrebbe avuto con lei un rapporto sessuale, consumato in un garage, in cambio di 50 euro. I 50 euro che, con ogni probabilità, sono serviti alla ragazza per acquistare la sua ultima dose di eroina.




Anche per questa individualizzazione sono state fondamentali le telecamere che hanno ripreso la targa dell’auto dove si vedeva salire Pamela Mastropietro. Ora il 50enne è sentito come testimone e “persona informata dei fatti”. Come riporta il Gazzettino, dopo aver consumato l’atto sessuale, avrebbe riaccompagnato Pamela in stazione alle ore 18 circa.

Mancano le prove

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Queste le novità di ieri. Oggi il Gip ha quindi spiegato il motivo per cui, al momento, non ci sono capi d’accusa di omicidio nei confronti del 29 nigeriano. L’uomo resta in carcere per vilipendio e occultamento di cadavere ma non con l’accusa di essere un assassino, anche se per questo è ancora indagato. Da ieri un secondo nigeriano, Lucky Desmond, il pusher che pare abbia venduto la droga alla giovane, è stato iscritto nel registro degli indagati. La versione dei fatti di Oseghale non è chiara e rimangono ancora molte ore dove non si sa cosa abbia fatto e dove sia stata Pamela.

Queste le dichiarazioni di oggi di Giovanni Giorgio, procuratore di Macerata:

Tutto ciò che dice Oseghale è che Pamela Mastropietro ha avuto una crisi da overdose, lui l’ha vista strabuzzare gli occhi e, allora, spaventato è uscito di casa

Attesi i test tossicologici che saranno irripetibili

Solo i risultati dei test tossicologici potranno rivelare le vere cause della morte di Pamela Mastropietro. Sono test che verranno eseguiti dai Ris di Roma e dovranno essere svolti con la massima accuratezza in quanto irripetibili. Il procuratore di Macerata fa anche notare che non essendo state ritrovate le parti intime della giovane è ancora più difficile ricostruire l’accaduto e verificare se vi sono state violenze sessuali.

Marta Migliardi




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