Pandemia e turismo a Venezia: è il momento di cambiare rotta

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

Il 6 febbraio è stata inaugurata la prima edizione digitale del carnevale di Venezia, in streaming da Ca’ Vendramin Calergi, storica sede del Casinò, in programma fino al 16. Una scelta obbligata date le restrizioni per il contenimento del contagio da covid-19 ma anche un’occasione per riflettere sul futuro della città e sul suo rapporto con il turismo.

Pandemia e turismo a Venezia

A causa della pandemia globale e del conseguente crollo del turismo, nel 2020 a Venezia sono stati circa trentamila i posti di lavoro scomparsi, insieme ai milioni di visitatori che ogni anno affollano le calli della città, in particolare durante il periodo di carnevale.

Malgrado il crollo del turismo abbia colpito duramente in diverse parti del mondo, influenzando settori economici affini, le destinazioni più punite sono state certamente quelle che in passato hanno favorito e incoraggiato l’instaurarsi di una monocultura turistica, senza investire sulle risorse per la cittadinanza attiva.

Ecco perché città notoriamente centro di attrazione mondiale del turismo come Venezia, ma anche Firenze e Milano, stanno soffrendo particolarmente del blocco degli spostamenti, tanto a livello nazionale che internazionale. Se le regole per contenere la diffusione del Covid-19 vanno seguite e promosse, ciò su cui è possibile intervenire sono le diverse strategie di trasformazione per uscire dalla crisi.

Prima dell’inizio della pandemia da covid-19, Venezia aveva ottenuto il titolo di capitale mondiale del turismo di massa con circa trenta milioni di visitatori all’anno a fronte dei soli cinquantacinquemila residenti nel centro storico. Tale record, lungi dall’essere un traguardo da ammirare, ha contemporaneamente portato la città ad essere una tra le più inquinate d’Italia, anche a causa del traffico delle navi da crociera, nonché provocato un’impennata del costo degli affitti con il conseguente abbandono forzato di molti cittadini a vantaggio della moltiplicazione delle locazioni turistiche.

Monocultura turistica e svendita del patrimonio artistico

Dall’ottobre del 2020 nuovamente sotto l’amministrazione comunale del sindaco Luigi Brugnaro, Venezia sembra voler continuare sulla stessa rotta che l’ha portata dove si trova oggi, puntando ancora e ciecamente all’incremento delle attività legate al turismo.

Nel corso degli anni, la continua sottrazione dello spazio pubblico a favore dell’industria del turismo a Venezia ha comportato la svendita del patrimonio culturale, artistico e ambientale della città, con la concessione a privati di luoghi storici della città ai fini turistici. Nel suo anno più buio, dal quale si poteva sperare di imparare a pensare una città diversa, composta da una comunità in costante calo numerico e crescente difficoltà, alcune notizie giungono come segnali d’allarme: non c’è volontà di trasformazione ma, al contrario, si intende spingere affinché tutto torni come e peggio di prima.

Ne è un chiaro esempio la gestione del circuito dei museo civici veneziani, rimasti chiusi per mesi e dimenticati dalla giunta comunale salvo venir rispolverati per qualche apertura straordinaria nel periodo del carnevale, a scopo e beneficio esclusivamente turistico.  Si parla nuovamente di progetti di costruzione di resort e alberghi di lusso, sia nell’isola della Certosa (poco distante dal centro storico e raggiungibile sia con le linee del trasporto pubblico che con le imbarcazioni private) che nell’area ex gasometri di San Francesco della Vigna, zona che per anni diverse organizzazioni cittadine hanno proposto di destinare alla realizzazione di un centro sportivo per le molte scuole pubbliche delle vicinanze, tutt’ora prive di spazi adeguati all’attività motoria.

Spacciate come opere di riqualificazione del territorio, scelte amministrative di questo tipo celano malamente un tipo di mentalità che vede la città e le sue isole esclusivamente come una risorsa economica da sfruttare.

Oltre il turismo a Venezia: esempi di cittadinanza attiva

La pandemia globale e il blocco degli spostamenti non hanno potuto che esacerbare una condizione preesistente, sottolineando la dannosità e il fallimento di una monocultura turistica improntata solo al guadagno superficiale e non all’arricchimento della città. Davanti a questa situazione, Venezia necessita di un cambiamento di rotta.

Sono molte le realtà che da anni lavorano con e per la comunità di Venezia, portando avanti battaglie nell’interesse dei residenti e di tutti coloro che vivono e attraversano la città ogni giorno. Si tratta di enti e organizzazioni che puntano alla riconquista di spazi e tempi per i cittadini, per esempio il comitato No Grandi Navi, l’associazione AEres Venezia per l’altraeconomia e il gruppo Generazione ’90.

Attraverso iniziative locali per la salvaguardia dell’ecosistema lagunare, la tutela del patrimonio culturale e artistico della città e l’allestimento di fiere e mercati, tali organizzazioni propongono un modello alternativo a quello del turismo di massa, basato sulla relazione tra contesti artigianali locali, sulla sostenibilità ecologica e sull’economia solidale.

 

Stampa questo articolo

One thought

  1. In merito all’area Gasometri va messo in chiara evidenza che è stato elaborato e pubblicato il progetto per realizzare un grande centro sportivo politifunzionale (ad uso esclusivo per le scuole) di 2.500 metri quadri.

    Il centro sportivo per le scuole è stato proposto vicino alle tre scuole e sarebbe in grado di servire più classi contemporaneamente. Il campo sportivo coperto polifunzionale può essere adattato a qualsiasi tipo di sport. Comprende tribune rimovibili, auditorium, aule per la didattica. Potrebbe essere integrata la funzione formativa per la sicurezza dei giovani nella navigazione, la scuola di voga e i corsi per il patentino nautico rivolti agli studenti.

    Per rispetto della verità, va ricordato che, dal 2014, vige il progetto già approvato di palestra da farsi nel cortile del Sarpi-Algarotti, come da Convenzione già approvata dal Comune di Venezia.

    Il video con il rendering del progetto per il centro sportivo è visibile a qui: https://bonificagasometri.com/2020/06/02/gasometri-venezia-palazzetto-sport-scuole

    Grazie per l’attenzione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.