Pantheon: a Roma rinvenuta la pavimentazione originale

Il fatto che da un buco formatosi nella piazza di fronte al Pantheon a Roma si sia giunti ad una scoperta così sensazionale è prova della bellezza di Roma e della sua eternità. Sono eventi che rivoluzionano la routine e rinnovano il paesaggio urbano di una città colma di beni artistici e culturali. Innanzitutto di quale scoperta si tratta?

 

La pavimentazione rinvenuta al Pantheon

Come accennato, a pochi metri dal portico del Pantheon, in Piazza Rotonda,  si è aperto un buco. Si è deciso così di procedere con i lavori di manutenzione. La scoperta è stata folgorante: un’antica pavimentazione di epoca imperiale, protetta da un sottile strato di pozzolana. Ad una profondità di circa 3 metri rispetto al suolo si possono ammirare 7 lastre di travertino, grandi 80×90×30 centimetri. Bisogna dire che non sono le prime lastre rinvenute: negli anni ’90, durante la costruzione di una galleria,  erano emerse le prime lastre.  Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma, spiega l’importanza di questa nuova scoperta:

Una dimostrazione inequivocabile di quanto sia importante la tutela archeologica, non solo una occasione di conoscenza, ma fondamentale per la conservazione delle testimonianze della nostra storia, un patrimonio inestimabile in particolare in una città come Roma

La guida del cantiere dopo la sensazionale scoperta dal Municipio passa alla Sovrintendenza Speciale di Roma, in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.




Al Pantheon una piazza della Roma imperiale

Le ricerche effettuate sulle lastre vent’anni fa e l’attuale rinvenimento confermano le ricerche archeologiche. In epoca imperiale la piazza era molto più grande e arrivava fino al Tempio, dedicato a tutti gli dei. Il Pantheon è stato fatto costruire da Agrippa tra il 27 ed il 25 a.C.

Durante il II d.C.  avvenne una grande opera di restaurazione da parte dell’imperatore Adriano: si dice infatti che tale opera di restauro abbia cambiato in modo radicale la struttura. Soprattutto l’innalzamento dell’intera area, il quale crea una nuova pavimentazione e lascia quella originaria sotto. La profondità a cui sono state pervenute le lastre risulta combaciare con il periodo adrianeo. Si spera vivamente che le ricerche diano ancora frutti e che questa città eterna continui a parlare di sè, per i motivi più alti e nobili.

 

 

Jacopo Senni

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