Migranti: Papa Francesco chiede diritto alla nazionalità dalla nascita

Papa Francesco sottolinea il diritto per i migranti ad ottenere la nazionalità sin dalla nascita

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In un momento nel quale i dibattiti, le polemiche, le incertezze ed anche la paura sono diventati, a causa del fenomeno migratorio, temi centrali nel panorama internazionale, Papa Francesco, tuonante, chiarisce, la posizione della Chiesa cattolica.

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E lo fa sostenendo che: “nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale”. (Fonte: Ansa)

Infatti, il tema dello “ius soli”, ampiamente dibattuto e in attesa di approvazione da parte del Senato, ha determinato un’ulteriore divisione “ideologica” tra le diverse forze politiche ed è stato presentato nella forma cosiddetta dello “ius soli temperato”. In tal senso i requisiti per ottenere la cittadinanza stabiliscono che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Le condizioni sono invece differenti se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’unione europea.




Le parole del Papa si condensano nel titolo con cui presenta la “Giornata del Migrante” prevista per l’anno 2018, ovvero: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.

In tal senso, il pontefice, ricalca una posizione già più volte espressa rispetto al tema della migrazione, ovvero di netta apertura, stigmatizzando, con un rifiuto tranchant, le posizioni intransigenti provenienti dal panorama politico.

La manifesta gravità del fenomeno migratorio si potrebbe condensare nelle parole usate dal pontefice già in occasione del “Forum su migrazioni e pace” dello scorso febbraio quando, rivolgendosi ai partecipanti, disse: “L’inizio di questo terzo millennio è fortemente caratterizzato da movimenti migratori che, in termini di origine, transito e destinazione, interessano praticamente ogni parte della terra”. Per poi sottolineare come: “Purtroppo, in gran parte dei casi, si tratta di spostamenti forzati, causati da conflitti, disastri naturali, persecuzioni, cambiamenti climatici, violenze, povertà estrema e condizioni di vita indegne”.

La posizione del pontefice suona come monito nei confronti dei paesi maggiormente sviluppati, affinchè assumano, non solo una maggior consapevolezza rispetto ad un fenomeno, di portata internazionale, le cui conseguenze in questo momento coinvolgono soprattutto i paesi Europei, ma anche un atteggiamento compatto e collaborativo.

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Molteplici sono le proposte del Papa il quale propone, per esempio, “corridoi umanitari” per offrire ai migranti possibilità “più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione”. Sottolinea poi l’importanza di far appello alla propria umanità rispetto a soluzioni che prevedono le espulsioni dei migranti “soprattutto verso quei paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali”.

Ogni straniero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù che s’identifica con lo straniero accolto o rifiutato in ogni epoca”. Con queste parole, dal significato profondamente religioso, Papa Francesco, evidenzia la paura di una parte della società che teme per i propri beni materiali, proponendo, al tempo stesso, una riflessione lungimirante e pratica, quando sottolinea le opportunità che possono nascere dall’incontro con le comunità di migranti. Infatti, sostiene, “se opportunamente riconosciute, le competenze di immigranti, rifugiati e richiedenti asilo sono una risorsa per le comunità che accolgono”.

La Chiesa si manifesta dunque a favore di una soluzione positiva del tema dello “ius soli” . Lo considera infatti, rispetto al messaggio espresso con riferimento al fenomeno migratorio, come una conseguenza naturale che si concretizza “nel rispetto del diritto universale a una nazionalità, riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e bambine al momento della nascita”.




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Non sono mancate le polemiche, questa volta ad opera del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, il quale in un post scritto su facebook ha dichiarato che: “Se il Papa vuole applicare lo “Ius Soli” lo faccia nello Stato del Vaticano”.

                                                                                                                                                                                Turi Ambrogio

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