Park Geun-hye. La Corea del Sud chiede le dimissioni

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In Corea del Sud il popolo chiede le dimissioni di Park Geun-hye.

Park Geun-hye, la prima donna ad essere eletta presidente della Corea del Sud il 19 dicembre del 2012.

Figlia maggiore del presidente Park Chung-hee, il quale salì al potere a seguito del golpe nel 1961.

Nel 1974 la madre venne uccisa in un attentato in cui il vero obiettivo era il padre.

Park Geun-hye

Park Guen-hye a poco più di 20 anni dovette affiancare il padre in vece della madre defunta.

Park Chung-hee venne ucciso nel 1979.

Da quando è diventata la prima donna presidente, Park ha dovuto affrontare numerose sfide.

Come tutti sappiamo la Corea del Nord ha sempre dato filo da torcere a causa dei test militari messi in atto negli ultimi anni.

Nonostante questo genere di episodi la Park ha confermato di avere intenzione di trovare una forma di dialogo.

Anche per quanto riguarda lo scontro con il Giappone per la sovranità di alcune isole, i dialoghi sono ripresi.

Il padre, durante i quasi vent’anni di governo mantenne il potere con il pugno di ferro, risollevando dalle ceneri della guerra del 1950-53 e portandola a diventare una potenza industriale.

La Corea del Sud è divisa per quanto riguarda il ”dittatore che ha calpestato i diritti umani e soffocato il dissenso”.

Alcuni sostengono che Park Geun-hye avrebbe dovuto cercare di rimediare alle ferite subite dal popolo e avviare una riconciliazione.

Anche a questo sono legate le manifestazioni che nelle ultime settimane hanno invaso le strade della capitare, Seul.

La popolazione chiede le sue dimissioni.

La pietra che ha fatto traboccare il vaso è stato lo scandalo che ha visto come protagonista la confidente Choi Soon-sil, arrestata e accusata di abuso di potere e addebiti.

Si tratta della più grande protesta dopo quella del 1987.

Quell’anno i sudcoreani costrinsero il regime militare di Chun Doo-hwan ad assumere un sistema presidenziale a elezione diretta.

Resta da vedere se a seguito di queste proteste la prima donna presidente deciderà di dimettersi.

Jessica Tomatis

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