Gli animali non provano dolore secondo il Parlamento britannico

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Gli animali non provano dolore o emozioni. Così ha stabilito il Parlamento britannico.

Gli animali non domestici, quindi selvatici o cavie da laboratorio, non godranno più in Gran Bretagna della tutela garantita dalla comunità Europea.




Dopo la Brexit il Parlamento britannico sta vagliando quali leggi resteranno in vigore. Una parlamentare dei Verdi britannica aveva proposto giusto appunto, una norma a tutela degli animali, tale proposta è stata rigettata con pochi voti di scarto contro la proposta.

Coloro che si battono per i diritti degli animali in Gran Bretagna hanno duramente contestato tale provvedimento ed hanno evidenziato che Il 78% delle leggi in vigore a tutela degli animali erano arrivate dalle legislazioni  dall’Unione Europea che nel 2019 non applicheranno più.

Il provvedimento fa un distinguo per gli animali selvatici o per le cavie da laboratorio, i quali differentemente dagli animali domestici, non sono in grado secondo loro di provare dolore o emozioni. Lo stesso dovrebbe valere per le persone a seconda se fanno parte dell’unione Europea?

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Theresa May è sempre stata a favore di tale attività praticata nel Regno Unito. Già nello scorso maggio 2017 aveva scatenato durissime critiche sia dai sudditi di sua maestà che da membri del suo stesso partito ai quali aveva però concesso in merito un voto libero nella futura legislatura.




Secondo un sondaggio di allora, l’84% dei cittadini britannici era contrario alla reintroduzione di tale pratica barbara e nonostante ciò, sono riusciti a reintrodurre quello che loro chiamano sport pur di accontentare una certa casta elitaria.

Questo è solo l’inizio.

Nel Regno Unito si renderanno conto cosa dovranno affrontare abbandonando le varie normative europee che sino ad ora per molti aspetti erano una tutela oltre che risorsa anche per loro.

I Britannici non potranno più avvalersi della decisione della Corte Europea dei Diritti Umani che stabilì all’unanimità contro un ricorso di un loro concittadino che chiedeva le reintroduzione di tale attività “sportiva” che:




“..il divieto è stato emesso in atto per eliminare la caccia e l’uccisione di animali per sport in modi che causano sofferenza e che sono moralmente discutibili.”

(fonte: AFP, European court upholds hunting ban.)

Raffaella Presutto

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