La città dell’Emilia-Romagna trionfa su altre nove

E il sindaco gioisce incredulo.

Questa mattina è stata annunciata la città scelta come Capitale italiana della cultura 2020: la vincitrice è Parma.

PARMA, EMILIA ROMAGNA.
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Parma sarà la Capitale italiana della cultura 2020. L’annuncio ufficiale è arrivato questa mattina, a decidere è stata la Giuria di selezione incaricata dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) con a capo Dario Franceschini, il quale ha tenuto la proclamazione proprio presso la sede del Mibact a Roma con una cerimonia pubblica, dichiarando: 

“Eravamo partiti con un po’ di scetticismo, ma questo è diventato un appuntamento importante, che ha reso possibile tante cose, soprattutto un percorso di crescita per la città che vince. E non solo per il milione che viene consegnato ma anche per tutti i progetti che gravitano intorno. In questo caso, la giuria ha scelto all’unanimità”.




La sfida non era semplice, le città finaliste erano in totale dieci, eccole in ordine alfabetico: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. 

La scelta della Capitale

Attualmente la capitale è Palermo, nel 2017 è stata Pistoia, nel 2016 è toccato a Mantova e nel 2015 furono ex aequo Cagliari, Lecce, Ravenna, Siena e Perugia-Assisi.

Ma chi decide quale città vada premiata e quali sono i criteri di selezione? A scegliere è una commissione formata da sette esperti nominati dal Mibact, che ha a disposizione un anno per valutare le proposte delle città candidate. Tali città presentano un progetto di proposte volte alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale e all’organizzazione di eventi innovativi, se questo progetto viene ritenuto valido e migliore degli altri, allora la città vince e così è stato per Parma. L’iniziativa della Capitale italiana della cultura è nata nel 2014 grazie al Decreto cultura e alla proclamazione di Matera come Capitale europea della cultura 2019 e gli scopi di questa iniziativa sono proprio “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e “migliorare i servizi rivolti ai turisti”. 




Perché è stata scelta proprio Parma?

Dario Franceschini ha letto le motivazioni della scelta:

Esempio virtuoso di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale. I suoi punti di forza sono rappresentati in particolare: dalla capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa. Il progetto infatti enfatizza un forte e attivo coinvolgimento dei privati delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare, nella presenza di un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana, promozione sociale, produzioni culturali, con riferimento esplicito all’attivazione di distretti; da un sistema di offerta culturale di ottimo livello realizzato con esplicita attenzione ai giovani nell’integrazione di discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale; da una forte capacità di gestione dei sistemi di accoglienza e gestione della creatività in vista della sostenibilità complessiva”.

La reazione del sindaco di Parma

Dopo essere venuto a conoscenza della lieta novella, il primo cittadino di Parma, presente alla proclamazione, ha esultato e ha detto:

Sono più emozionato oggi delle elezioni… forse nelle elezioni c’è una consapevolezza di un percorso e qui c’è una giuria. Vincere ci dà una grande possibilità: aver creato un dossier, un’idea di città, ci avevamo già provato nel 2016, ha fatto mettere le persone intorno a un tavolo, tutti i sistemi istituzionali e imprenditoriali per creare un’idea e un percorso di città. Quindi felice di aver vinto e altrettanto felice che in finale ci fossero delle città con dei progetti così belli. Tre città dell’Emilia [Piacenza, Reggio Emilia e Parma] erano in finale, anche questo è un cambio di passo della politica, che un territorio si esprime per le sue eccellenze: vogliamo continuare a lavorare insieme”.




Difatti le tre città emiliane citate dal sindaco sono in collaborazione grazie all’associazione Destinazione turistica Emilia, dunque anche in futuro i progetti in comune continueranno ad esserci e a migliorare. Aspetti importanti per tutte le città candidate a Capitale italiana della cultura sono la solidarietà, la lealtà, l’apertura verso altre culture e la predisposizione all’innovazione. Questa competizione mette in palio un premio da 1 milione di euro: la città proclamata Capitale italiana della cultura potrà adoperare questa somma per mettere in atto il progetto proposto e coinvolgere attività locali sia pubbliche che private.

E per chi non vince? Beh, non ci sono premi di consolazione, ma il ministro Franceschini ci ha tenuto a sottolineare che: “Già entrare nella shortlist è motivo di vanto, è come entrare nelle nomination agli Oscar, i film poi si scrivono ‘ha ottenuto la nomination agli Oscar’. Quindi bene e grazie a tutte le città“. Dunque, anche i vinti possono essere orgogliosi del risultato. Nel frattempo, Parma si dovrà preparare a questo grande evento e noi nell’attesa aspettiamo per vedere cosa ci proporrà.

 

Carmen Morello

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