Parroco ricattato a Caserta: il vescovo sapeva delle “sregolatezze” del prete e ha taciuto

Un video hard con due giovani ventenni é al centro di una turpe vicenda. Teatro dei fatti un tranquillo paese del casertano: don Crescenzo Abbate è il nome del parroco ricattato

Il fatto

Il parroco della chiesa della Trasfigurazione del Santissimo Salvatore di Succivo, da qualche giorno non è rintracciabile. È stato immediatamente sospeso dai suoi specifici compiti, dopo aver sporto denuncia contro due giovani, uno di 20 e l’altro di 22 anni, che gli chiedevano danaro, onde evitare la diffusione del video a luci rosse, in cui il prete fa sesso con loro. I due ragazzi, un ucraino e un italiano sono attualmente agli arresti domiciliari, accusati di estorsione, come richiesto dal Gip del Tribunale di Napoli.



Gli avvertimenti

Monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, in realtà non cadrebbe propriamente dalle nuvole, perché nell’Aprile 2016 era stato avvertito da un escort napoletano, Francesco Mangiacapra, degli atteggiamenti del parroco ricattato, poco consoni alla vita sacerdotale. Quando il Fatto.it glielo fa notare, risponde piuttosto stizzito:

“Noi non siamo la Gestapo, noi siamo la Chiesa. Che dovevo fare? Mandare gli ispettori?”

Parla di “sorpresa” il prelato, cosa poco credibile, visto che l’escort di Napoli, è lo stesso che qualche tempo fa ha parlato della vicenda di Luca Morini, il parroco soprannominato “don Euro” per aver da sempre condotto una vita lussuosa e fatta di eccessi con i soldi dei fedeli. Durante la telefonata tra il vescovo e l’escort -fonte attendibile visti i precedenti- in cui oggetto di discussione erano gli atteggiamenti di don Crescenzo, Mangiacapra descrive nel dettaglio i comportamenti del prete e del fatto che frequentasse assiduamente un locale per omosessuali e di come il suo nome fosse presente nella lista dei tesserati. Questo è quanto si evince dalla registrazione della telefonata pubblicata dal magazine on line “gaynews.it”.

Il vescovo: “Don Crescenzo è sempre stato sincero”

Nell’intervista rilasciata a il Fatto.it  il vescovo esprime tutte le sue perplessità sulla veridicità delle parole di Mangiacapra:

“Che tipo di credibilità ha una persona che per fare soldi fa l’escort? Chi fa certi mestieri a pagamento per me non è mai credibile, se poi vuole diventare il moralizzatore…”

L’idea di don Spinillo è che il parrocco ricattato sia stato sempre sincero, che non abbia mai commesso i fatti narrati dall’escort ( don Crescenzo aveva respinto tutte le accuse) e che l’unica sua colpa sia stata quella di aver girato il video hard: anche perché la cosa è comprovata e ammessa dallo stesso sacerdote e questo il vescovo proprio non può negarlo.

                                                                                                                                                                                                    Anna Lattanzi

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