Parti cesarei: in netto aumento con la diffusione dei social media

Una strana correlazione tra internet e medicina

Internet e medicina. Sta cambiando radicalmente il rapporto tra i medici e i consumatori, portando a preoccupazioni sul fatto che i social media aumenteranno la domanda di prodotti inutili e non sicuri e ridurranno la domanda di trattamenti appropriati. Un recente studio esamina la domanda nel Regno Unito di parti cesarei e scopre che le madri con un accesso migliore e più veloce a Internet hanno il 2,5% in più di probabilità di avere un parto cesareo rispetto alle madri che vivono in aree con un accesso a Internet peggiore.

Troppe informazioni via internet

La diffusione di Internet ha ridotto gli attriti informativi e fornito ai consumatori fonti di informazione senza precedenti sul prezzo e sulla qualità dei prodotti. Una percentuale elevata di utenti di Internet cerca online informazioni sui prodotti sanitari come riportato da una ricerca condotta da Fox e Duggan nel 2013. L’accesso alle informazioni sanitarie via web sta ridefinendo i ruoli di “fornitore” e “consumatore”. Infatti, il flusso di informazioni ai pazienti non è più controllato dai medici come suggerito da uno studio condotto da Hartzband e Groopman nel 2010.

Il pericolo delle notizie recepite da internet

In linea di principio, l’accesso a informazioni più ampie dovrebbe portare a migliori decisioni in materia di assistenza sanitaria. Tuttavia, vi sono preoccupazioni per la difficile interpretazione della qualità delle informazioni fornite, per la capacità degli utenti di utilizzarle e per i pazienti senza accesso a Internet. Questo problema è venuto alla luce anche di recente con l’avvento del vaccino contro il coronavirus. Ciò riguarda ad esempio il fatto che Internet porterà a comportamenti “anti-vax”.

Il caso delle richieste di parti cesarei

Poiché Internet si è diffuso enormemente negli ultimi decenni, i dati offrono ai ricercatori l’opportunità di valutare l’impatto dell’accesso a Internet sul comportamento sanitario. L’abbonamento a Internet è positivamente correlato con diverse caratteristiche demografiche osservabili (come il reddito e l’istruzione) che sono anche positivamente correlate con l’uso dell’assistenza sanitaria e i risultati sanitari. In un recente studio, viene affrontato questo problema nel contesto della richiesta di nascite cesaree. Tali richieste stanno aumentando in tutto il mondo, nonostante siano più costose e spesso inutili per motivi medici per molte madri e bambini.




Lo studio ha scoperto che le madri con un accesso migliore a Internet hanno il 2,5% in più di probabilità di avere un parto cesareo rispetto alle madri che vivono in aree con un accesso a Internet peggiore. Tuttavia, la motivazione alla base di questa particolarità non è conosciuta.

Internet ha contribuito all’aumento dei parti cesarei

Nel complesso, Internet è stato un fattore non trascurabile che ha contribuito all’aumento dei parti cesarei nel primo decennio degli anni 2000. In questo periodo, il tasso di essi è aumentato dal 20,7% nel 2000 al 24,3% nel 2011 (un aumento totale del 17,4%). Un calcolo del costo associato all’aumento dei parti cesarei a causa della diffusione di Internet durante gli anni 2000 è stato di circa 6,5 milioni di sterline all’anno, senza corrispondenti benefici medici.

Questi risultati sono da associare a un meccanismo di raccolta di informazioni e decisioni prese dai consumatori, in un contesto in cui la qualità delle informazioni è eterogenea.

Internet dà troppe informazioni eterogenee a un pubblico troppo eterogeneo

Internet è una fonte di informazioni molto diversificata. Inoltre, è molto meno controllata dagli esperti rispetto alle informazioni precedentemente disponibili nei mezzi di comunicazione stampati e televisivi. Pertanto, le madri sono esposte a una gamma più ampia di segnali online. Le madri che conducono per la prima volta la gravidanza hanno meno esperienza e conoscenza dei pro e dei contro dei cesarei. Quindi hanno maggiori probabilità di cercare e di essere influenzate da informazioni online.

In linea con questo meccanismo, si scopre che l’aumento dei parti cesarei si verifica nelle madri che conducono la gravidanza per la prima volta.  Mentre non sussiste alcuna differenza nelle madri con successive gravidanze.

Conclusioni

In futuro, occorrerà sempre di più che i medici comunichino le informazioni in loro possesso in tv, giornali e siti internet. Inoltre, che i pazienti vengano guidati nelle loro ricerche in internet. Questo per ridurre il rischio che le informazioni raccolte in internet, seppur corrette in teoria, non vengano poi recepite in modo errato dal lettore e quindi mal applicate nella pratica.

Agostino Fernicola

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