Patrimonio culturale restituito alla Cina: l’Italia combatte il contrabbando dei beni

Tornano in Cina vasi e sculture risalenti a un periodo compreso tra il Neolitico e la dinastia Ming

0

Patrimonio culturale restituito alla Cina, dopo la scoperta di una vendita di contrabbando. Il ministro per i beni e le attività culturali Bonisoli ha firmato l’accordo per la restituzione di 796 reperti importati illegalmente in Italia dalla Repubblica Popolare.

Solitamente siamo noi italiani a subire furti ed esportazioni illegali, fenomeno che non si riesce sempre a contenere, anche considerando la capillarità e la ricchezza di beni culturali sul nostro territorio. Stavolta invece è in Italia che qualche furfante si è impossessato di opere antiche, oggi patrimonio culturale restituito alla Cina.

Le nostre autorità hanno dimostrato efficienza nel riconoscere l’illegalità e operarsi per la restituzione di numerosi vasi e sculture antichi. In occasione della visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping, il ministro Bonisoli ha garantito la restituzione dei reperti sequestrati dall’autorità giudiziaria. Ha firmato quindi un prezioso documento ufficiale.

Le opere trafugate alla Repubblica Popolare

Parliamo di antichità che provengono dal ricco patrimonio culturale nazionale della Repubblica Popolare Cinese, che coprono un arco di tempo molto ampio: dal Neolitico (3500-1700 a.C.) fino alla dinastia Ming (907-1664 d.C.). Dagli accertamenti si riconosce la loro provenienza da scavi archeologici effettuati nelle province di Gansu, Qinghai, Shaanxi e Sichuan.

Patrimonio culturale restituito alla Cina- guerriero

Il caso giudiziario

Non è chiarissimo come i reperti siano arrivati in Italia. Sappiamo però che dalla scoperta della loro esistenza sul nostro territorio ne è nato un caso giudiziario e diplomatico, risolto con buona pace di entrambi i governi. Il patrimonio culturale restituito alla Cina è composto da 796 beni archeologici, è stato confiscato dai Carabinieri di Monza nel novembre del 2018, smascherata la vendita clandestina a Roncadelle, in provincia di Brescia. E’ stato poi il Gip di Milano che ha disposto la loro restituzione alla nazione asiatica, avvenuta effettivamente venerdì scorso.

L’amicizia tra due Paesi con una lunga Storia

Bonisoli si è mostrato lieto di proseguire un dialogo con la Repubblica Popolare Cinese. Definita un Paese amico, al quale si rende e riconosce ciò che per noi italiani è particolarmente prezioso, il patrimonio dei beni culturali.

“Siamo orgogliosi di poter restituire ai nostri amici questi reperti in quanto rappresentativi del proprio patrimonio e dell’identità del popolo cinese. Il mio speciale ringraziamento va all’Arma dei Carabinieri per il suo prezioso lavoro quotidiano”.

La Nuova via della Seta tra Italia e Cina

Le dimostrazioni d’intesa di questi giorni tra Italia e Cina non si concentrano però soltanto alla Storia e all’Arte. Il presidente Xi Jinping è stato in visita nel nostro Paese il 22 e il 23 marzo per siglare il Memorandum d’intesa tra Italia e Cina, che comprende l’accordo di adesione italiana all’iniziativa economica “Nuova via della Seta”.

La valorizzazione di questa antica via commerciale è un obiettivo del programma generale di riforme del governo cinese, da attuarsi entro il 2020. In pratica si intende creare un enorme spazio economico eurasiatico integrato, programmando soprattutto investimenti infrastrutturali per ampliare connettività e collaborazione tra la Cina, l’Unione Europea, e molti dei Paesi dell’area che rappresenta un terzo del PIL mondiale.

Patrimonio culturale restituito alla Cina-archeologia
Nel 2020 in mostra a Pechino le opere rese dall’Italia.

In questo contesto appare ancora programmatica, e strategica, la decisione di rendere ufficiale la restituzione dell’Italia di opere provenienti dal patrimonio nazionale della Repubblica Popolare Cinese.

Patrimonio culturale restituito alla Cina nel 2020 in mostra

Per quanto riguarda il contrabbando illegale di beni mobili e artistici, la Cina si sta proteggendo firmando accordi con oltre venti Paesi. L’operazione diplomatica prosegue già da alcuni anni.

Xi Jinping ha anche annunciato che a questo tesoro di 796 pezzi verrà dedicata una mostra a Pechino nel 2020.

Michela Ongaretti

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi