Patti Smith: i settant’anni della sacerdotessa del rock

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Patti Smith

Chicago, 30 dicembre 1946, nasceva Patricia Lee Smith, per tutti semplicemente Patti. Poetessa eccelsa e straordinaria cantante, rivoluziona il mondo della musica mondiale e trova sempre il modo di stupire i fan. Patti Smith è un mito vivente, come lo sono stati i suoi colleghi Janis Joplin e Jim Morrison per citarne due, e come lo è il suo grande amico Bob Dylan, fresco vincitore del Nobel per la letteratura. E a Stoccolma, l’ex ragazza fragile dalla voce graffiante e rabbiosa c’era. Sono passati anni dal loro primo incontro, avvenuto in un camerino dopo un concerto. Bob Dylan che le dice: “ci sono poeti da queste parti”? E Patti che lo spiazza rispondendo:”non mi piace più la poesia, la poesia fa schifo“. A Stoccolma il suo mentore non si è presentato a ritirare il premio, ma lei era lì. È salita sul palco gracile più che mai, con il peso dei suoi anni e della sua vita vorticosa, i capelli bianchi e tanta tanta commozione. Ha scelto di cantare “It’s a hard rain”, ma il pianto le premeva agli angoli degli occhi e non ha saputo trattenerlo. Con l’umiltà che solo i grandi come lei hanno, si è rivolta ai presenti :” scusate, sono nervosa. Posso ricominciare?”.

D’altronde, Patti Smith è sempre stata una persona di una  spiccata sensibilità, e non solo artistica. Basti pensare che da bambina piangeva sentendo cantare Maria Callas. In questi settant’anni Patti ha conosciuto il mondo, la strada, quella vera. Prima di essere assunta come commessa in una libreria, la “pasionaria” si è arrangiata come ha potuto quando. Era sola e ragazza madre. Ha dormito in stazione, negli androni dei palazzi e all’aperto. Ossessionata da Rimbaud, in una intervista dichiara: “Rimbaud rappresenta il cuore della giovinezza ed è il cuore della curiosità, dell’entusiasmo e di una mente elevata. Il suo spirito è ovunque, è qui proprio ora, è nelle nostre mani”. Trova occupazione in fabbrica, e di quel ricordo dice:” in fabbrica lavoravo con un gruppo di donne bisbetiche e analfabete, mi lasciai tormentare in suo nome, nel nome di Rimbaud; col sospetto che fossi una comunista, poiché leggevo un libro in lingua straniera, mi avevano minacciata nei gabinetti esortandomi a sconfessarlo. Era in quell’atmosfera che ribollivo. Era per lui che scrivevo e sognavo. Divenne il mio arcangelo; seppe liberarmi dagli orrori quotidiani della vita in fabbrica”.(fonte La Repubblica ). Patti Smith è una combattente, una che si è rimbocca sempre le maniche. Anti Diva per eccellenza, e persona curiosa e colta, ancora studia e scrive, vive per quello. Conosciuta dalla maggior parte delle persone per la fantastica “Because The Night“, scritta insieme a Bruce Springsteen, oppure per “People Have The Power“, Patti Smith ha composto e cantato capolavori indimenticabili come “Horses“, “Gloria“, “Elegie“, Trampin e molte altre. Ha al suo attivo molte pubblicazioni, il suo ultimo libro “M Train” è un’autobiografia, segue “Just Kids” uscito nel 2015.

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