Paura del contagio da Coronavirus e cinema

Riflessioni dal film "The War - Il Pianeta delle Scimmie"

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Nella situazione di emergenza che stiamo vivendo in questi giorni è inevitabile che venga coinvolta e sconvolta anche la sfera emotiva di ognuno di noi. Una delle implicazioni più evidenti e difficili da controllare è la paura del contagio dal Coronavirus. Film come The War – Il Pianeta delle Scimmie possono farci riflettere e aiutarci a contenere l’ansia del contesto attuale.

Il mondo del cinema ha utilizzato spesso il tema della diffusione di virus che portano all’estinzione della razza umana. Ha immaginato scenari distopici post-apocalittici di ogni tipo, come in L’esercito delle dodici scimmie Io sono leggenda, solo per citarne alcuni. In Contagion, nel 2011, similmente al Coronavirus, una pandemia sconvolge la situazione globale. Come una incredibile predizione, nel film il virus è causato dalla commistione di un’infezione suina e di un pipistrello e colpisce il sistema nervoso e l’apparato respiratorio. Si trasmette, inoltre, col contatto e non c’è terapia né vaccino. Questo genere di film tende volutamente ad esasperare le probabili conseguenze negative del presente. Lo scopo è quello di indurre, in qualche modo, a una riflessione su come la fantasia possa diventare realtà.

La trilogia più recente del media franchise Il Pianeta delle Scimmie, diretto prima da  Rupert Wyatt e poi da Matt Reeves negli ultimi due capitoli, basa il plot sulle conseguenze della somministrazione su scimmie come cavie di un farmaco sperimentale per curare l’Alzheimer. Un incidente di laboratorio causa la diffusione di un virus che uccide la quasi totalità del genere umano. L’effetto del farmaco sugli scimpanzé, invece, è quello di potenziare la loro intelligenza. Il protagonista, Cesare, è dotato di capacità superiori ai suoi simili e riesce a esprimersi attraverso il linguaggio verbale. Sarà, per questo, leader della rivolta delle scimmie per conquistare la libertà dagli umani.

Nell’ultimo film della trilogia, alcuni sopravvissuti delle forze armate statunitensi, guidati dallo spietato colonnello J. Wesley McCullough e interpretato da Woody Harrelson, danno la caccia alle scimmie considerate causa della pandemia. Cesare e il suo branco, catturati dai soldati di McCullough, vengono torturati e messi ai lavori forzati per costruire un muro di difesa. Il colonnello deve proteggersi dagli altri umani, decisi ad eliminarlo a causa della sua politica estremista: uccidere spietatamente tutti coloro che hanno contratto il virus, compreso suo figlio. Le scimmie, più umane degli umani, con maggior istinto di sopravvivenza cercano di preservare la pace e collaborano lealmente. Gli umani, ormai resi folli dalla situazione, degenerano in una guerra tra loro stessi, complice anche la psicosi per una nuova epidemia. 

Il fatto che l’uomo sappia distinguere il giusto dallo sbagliato prova la sua superiorità intellettuale sulle altre creature; ma il fatto che egli possa agire in modo sbagliato prova la sua inferiorità morale rispetto a qualsiasi creatura che non può farlo.
Mark Twain

Si percepisce un’inquietante aria di tensione, oggi, quando usciamo per i pochi motivi necessari. Facciamo la spesa girando in fretta nel supermercato, attenti a evitare gli estranei che non rispettano le distanze consigliate. A volte capita di avere paura anche in casa, sentendo nostra madre o nostro figlio starnutire o tossire.  Ci chiediamo “Cosa farei se la persona che vive con me fosse contagiata dal Coronavirus?”. Per quanto nessuno di noi penserebbe, come il folle colonnello McCullough, di uccidere un familiare che abbia contratto il virus , il terrore alimenta comunque l’ansia e condiziona la razionalità. Così, alcune persone hanno saccheggiato immotivatamente supermercati e tabaccai. Altri arrivano a credere che sia giusto, in un clima quasi da totalitarismo, denunciare chi passeggia all’aria aperta, seppur nel rispetto delle norme di sicurezza.

Alcuni psicologi sostengono che i periodi di quarantena possono provocare sentimenti di rabbia e tristezza, momenti di sconforto e confusione. Questi,  oltre alla paura del contagio dal Coronavirus, sono a tutti gli effetti, sintomi riconducibili allo stress post-traumatico. Nonostante ci ripetiamo che “andrà tutto bene”, le emozioni negative dell’isolamento e della consapevolezza delle persone che lottano contro il Covid-19 sono dentro di noi.

Dal film The War – Il Pianeta delle Scimmie possiamo capire l’importanza di contenere la paura e ragionare con lucidità. Siamo stati catapultati in una situazione mai vissuta prima, percepita come surreale e intollerante che causa sbalzi d’umore e sconvolgimenti emotivi. Con un po’ di forza d’animo, però, è necessario accettare i rischi, l’isolamento e la tragica portata degli eventi e limitare l’ansia per il futuro di ognuno di noi. Si deve sperare che la situazione sia temporanea, che la paura del contagio da Coronavirus possa essere presto solo un brutto ricordo e che tutto possa tornare alla normalità. Quella monotona quotidianità di cui, spesso, ci lamentiamo e che adesso ci fa apprezzare anche un semplice abbraccio o le più piccole abitudini, come uscire a prendere un caffè con un amico.

Martina Bonanni

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