Pausa pranzo in ufficio? Alzati dalla scrivania e vai più lontano che puoi

Trascorrere la pausa pranzo in ufficio è deleterio, non aiuta la produttività e fa male al cervello. E la conferma arriva dalla scienza

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Se trascorri la pausa pranzo in ufficio, sulla tua solita scrivania, questo non è di certo un invito a lasciare lavoro e colleghi  e fuggire via per sempre, né tantomeno inneggia ad anticipare le vacanze, anche se in questo periodo rappresentano un chiodo fisso un po’ per tutti.

Pranzare alla scrivania davanti al pc, ingurgitare un panino o qualche altro pasto nella amata/odiata schiscetta, mentre si leggono mail, chat, si consultano documenti e si ricercano file, non è il modo migliore per ottimizzare i tempi ed essere più produttivi.




Si sa, al lavoro il tempo è prezioso, soprattutto quando è già iniziato il conto alla rovescia prima delle ferie, ma se avete mezz’ora o un’ora di pausa pranzo, per carità, staccate!

Secondo gli psicologi, infatti, consumare un fugace pasto alla scrivania in ufficio può avere dei risvolti negativi sulla produttività e soprattutto sul benessere psico-fisico di ognuno di noi.

Tra l’altro, sono consigliabili (nonché obbligatorie per alcune tipologie di contratti) delle pause durante la mattina, poi a pranzo e anche a metà pomeriggio, staccandosi fisicamente dalla propria postazione.

Questi momenti di sospensione dall’attività lavorativa permettono infatti di:

  • Distrarre il cervello dalla concentrazione che le attività professionali richiedono
  • Ricaricarsi ed essere più produttivi quando si riprenderà dopo la pausa
  • Svolgere attività sociali, che siano con altri colleghi oppure con parenti e amici
  • Occuparsi di questioni personali, anche soltanto fare una telefonata o scrivere un mail purché non sia di lavoro!




Spesso è difficile ragionare in quest’ottica, abituati come si è a produrre-produrre-produrre, secondo dinamiche in cui tutto è sempre urgente, dove il capo, il collega o il cliente di turno non possono aspettare, ma uno sforzo è necessario, doveroso nei confronti di noi stessi, soprattutto quando sono gli esperti a dirlo.

E allora, Take it easy!

Almeno ogni tanto.

Annachiara Cagnazzo

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