Paxton Smith: la giovane voce che lotta per l’aborto in Texas

Paxton Smith ha solo 18 anni. Avrebbe dovuto parlare del ruolo dei media per il suo discorso di commiato, e invece si è trovata costretta a prestare la sua voce alle donne. Avrebbe dovuto abbracciare la libertà alle soglie dell’età adulta, e invece ha trovato un futuro di incertezze. Non c’è sicurezza in una società che discrimina le donne, negando loro la più sacrosanta libertà: quella del diritto alla corporeità.


A soli 18 anni, Paxston ha alzato la voce contro la legge texana che vieta l’aborto dalla sesta settimana, ancor prima che una donna possa accorgersene.
“Non posso salire su questa piattaforma per parlare di pace, quando c’è una guerra che si combatte sul mio corpo, una guerra contro i miei diritti. Una guerra sui diritti delle vostri madri, delle vostre sorelle, una guerra sui diritti della vostre figlie. Non possiamo restare in silenzio”.

Paxton Smith contro un vuoto di rappresentanza





La giovane studentessa ha tenuto il discorso presso la Lake Highlands High School di Dallas. L’istituto ha declinato ogni responsabilità dichiarando di non essere al corrente delle modifiche apportate dalla diplomanda, definendo il discorso “inaspettato e non supportato”. Eppure le sue parole hanno fatto in fretta a girare il mondo, sono diventate una voce universale per tutte le donne sottorappresentate da governi sessisti. La Smith ha ottenuto elogi da politici come Hillary Clinton e Beto O’Rourke. Ma le reazioni più significative sono giunte da padri preoccupati per il futuro delle loro figlie. “Questo mi colpisce davvero tanto – ha dichiarato Paxton-  perché un genitore vuole il meglio per le proprie figlie. E dicono grazie.  Grazie per aver protetto mia figlia quando non ho avuto la stessa possibilità di farlo.”

L’obbligo alla riproduzione

La nuova legge del Texas è un obbligo alla riproduzione, che nega alle donne ogni libertà di scelta e di realizzazione. Un estremo tentativo di ritorno ad un passato non troppo lontano, in cui l’uomo scriveva il destino delle donne relegandole alla sfera domestica, alla cura della casa e della prole.


Un attentato all’uguaglianza e alla democrazia. Tutto questo si cela dietro la “Heartbeat bill”, che porta la firma del repubblicano Greg Abbott. A fare del disegno legge il più estremo degli Stati Uniti è la privazione della donna di ogni diritto. Il disegno legge che entrerà in vigore da settembre, non prevede alcuna eccezione per le vittime di stupro. E ancora, dà ai privati cittadini il diritto di denunciare chiunque aiuti una donna ad abortire dopo la rilevazione di battito cardiaco. Davanti a questo scenario Paxton ha affermato: «Spero voi sentiate quanto tutto ciò sia straziante. Quanto sia disumano che l’autonomia sul vostro corpo via sia tolta». La voce della giovane studentessa è un appello disperato, verso i diritti umani. Verso tutte le donne di ieri, di oggi e di domani messe spalle al muro. Perché possano trovare la libertà di cui troppe volte sono state private.

Elena Marullo

 

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