Pensiero critico: perché è importante averlo ora più che mai

Pensiero critico – perché specialmente nell’epoca contemporanea di internet è importante distinguere l’imparziale dal parziale

Una storia fatta di imparzialità

Siamo in un’epoca, come in realtà è già stato in passato, dove l’informazione che troviamo online ma anche nei media tradizionali non è, purtroppo, sempre parziale e solo chi ha sviluppato il pensiero critico ne è consapevole, purtroppo.

Secoli fa accadeva qualcosa di simile con la religione: la narrativa mainstream era solitamente a favore di una delle religioni principali di un paese, come in Italia con il Cattolicesimo/Cristianesimo, magari in India con l’Induismo e il Buddismo, nei paesi islamici con la religione musulmana, e così via. 

Le religioni, così come ora i media e internet, sono sempre state usate per controllare e guidare le persone ad agire nella direzione che più avrebbe fatto comodo ai capi della narrativa mainstream. Senza poi parlare della politica, che ha sempre diviso le persone e tentato di controllarle cercando di portarle dalla propria parte. 




Cosa significa sviluppare il pensiero critico

Questo è il motivo per cui dobbiamo, ora più che mai, o per cui avremmo sempre dovuto, sviluppare il pensiero critico.

Ovvero, chiederci quale sia lo scopo per cui ci viene propinata la narrativa mainstream, ma anche chiederci se effettivamente è proprio la narrativa mainstream ad essere a favore nostro, ovvero delle persone comuni e non magari solo a favore delle persone più facoltose o dei partiti politici o delle persone più potenti al mondo, o magari degli interessi di certe aziende multinazionali o milionarie/miliardarie che preferiscono arricchirsi invece di pensare alla salute del cittadino che userà i loro prodotti o lavorerà per loro. 

Questo non significa sicuramente dire no ai prodotti delle aziende che sfruttano i lavoratori o che vendono prodotti non salutari, non significa dire di no a scegliere un partito politico piuttosto che un altro, e non significa neanche smettere di credere in una divinità o religione, o smettere di leggere i giornali o guardare la tv.

Significa chiedersi perché viene detto o fatto qualcosa, se questo qualcosa e queste motivazioni ci vanno bene oppure no. O se comunque anche se non siamo d’accordo, non possiamo o non vogliamo rinunciare a quella determinata cosa, credo, pensiero politico, e così via. 

Significa porsi delle domande, e cercare delle risposte senza avere paura di essere visti come anti-convenzionali o andare controcorrente, o essere diversi dalla massa. Significa sapere ed essere consci delle proprie scelte, dei propri ideali, del proprio credo e pure dei propri acquisti. 

Pensiero critico: esempi di pensiero conscio e consapevole

Gli animali soffrono quando vengono mandati al macello. Si ma tu comunque vuoi mangiare la carne perché ti piace così. Una scelta comunque consapevole. Oppure gli animali soffrono se vengono uccisi e quindi non mangio carne. Un’altra scelta consapevole.

Non sono d’accordo con alcune cose che la religione in cui credo ha detto o fatto: bene allora magari puoi credere in una tua propria versione del tuo credo, o dire che si tu sei credente ma che non sei d’accordo con tutto quello che la tua religione dice o fa. 

Un’azienda sottopaga e sfrutta i propri lavoratori: vuoi ancora acquistare i loro prodotti oppure no?

…anche a costo di sembrare anti-convenzionali o “diversi”

La maggior parte delle persone crede ciecamente in quello che crede la massa, nei media, in internet, nella narrativa mainstream, senza porsi domande, senza tentare di capire se è veramente d’accordo oppure no, senza tentare di capire le vere intenzioni di chi ci propina la narrativa mainstream. 

Ma l’intelligenza e l’astuzia stanno proprio nel porsi delle domande. Nel vedere oltre a quello che (LORO) vogliono farci credere, dire e fare. Nel vedere oltre la narrativa mainstream. Nel guardare prima nel proprio cuore e nel proprio cervello invece che nel fare sempre l’interesse degli/di altri o nell’agire sempre nell’interesse degli/di altri senza nemmeno esserne consci. 

Giada Vezzosi


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