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Pensioni: rinviato l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni

Età pensionabile: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, lavoratori precoci

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Età pensionabile è partita la pausa estiva, utilizzata dal Governo come “intervallo di riflessione”, prima di decidere cosa fare. Tutte le scelte in merito alle pensioni, sono state rinviate alla prossima discussione della Legge di Bilancio 2018, in quella sede il Governo, deciderà sull’innalzamento dell’età pensionabile.

Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha dichiarato chiaramente che non vi sarà nessun’azione urgente, che possa giungere in termini ristretti di tempo.

Poletti, in effetti, ha rammentato che sarà cura dell’Istat presentare i dati ufficiali relativi agli sviluppi in merito agli adeguamenti pensionabili.

Tale rapporto, dovrà comunque essere accolto con un apposito decreto, opportunamente indetto dal Ministero del Lavoro e dell’Economia, entro il 1 gennaio 2018.

Le previsioni dell’aumento dell’età pensionabile

Come riportato da pensionioggi, l’Istat ha diramato i dati inerenti i possibili aumenti legati all’età pensionabile previsti per il 2019, quali:

  • pensione di vecchiaia da 66 anni e 7 mesi – aumenterebbe – a 67 anni;
  • pensione anticipata da 42 anni e 10 mesi – aumenterebbe – a 43 anni e 3 mesi, mentre per le donne 42 anni e 3 mesi;
  • lavoratori precoci 41 anni e 5 mesi.

Le previsioni critiche non si fermeranno, purtroppo, al solo 2019, ma, proseguiranno anche nel 2021, dove l’età pensionabile lieviterà di tre mesi. Successivamente, gli aumenti seguiranno con una cadenza biennale, vi sarà un aumento dell’età ogni due mesi per gli anni 2023, 2025 ecc.

L’età pensionabile e le discussioni politiche

Le discussioni politiche sulle previsioni dell’incremento dell’età pensionabile, sono orientate per uno “stop dell’età”. Gli ex presidenti del Lavoro di Camera e Senato Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, rimarcano il concetto che il Governo non può pronunciarsi a favore di questi aumenti automatici. Il loro operato si sta svolgendo in termini di una “rimodulazione temporale”, una sorta di malleabilità sulle disposizioni introdotte dalla riforma Fornero. Toccherà capire bene tutte le tematiche relative alle coperture dei costi che il piano di rimodulazione implicherà.

L’età pensionabile un tiro e molla tra partiti e Inps

La questione, è molto delicata divisa tra un tiro e molla da due poli, da un lato troviamo gli appelli emanati dai vari movimenti politici e sindacati al blocco imminente. Dall’altra parte, Tito Boeri presidente dell’Inps, che in un’intervista al Sole 24 ore, ha ribadito il concetto che lo stop all’età pensionabile a 67 anni costerà caro.

Un salasso amaro per il Paese che dovrebbe fare i conti con ulteriore rincaro dei costi. Parliamo di circa “141 miliardi di spesa in più da qui al 2035”.

Le previsioni di Boeri, sono chiare un aumento del debito implicito, con la conseguenza inevitabile del pericolo che correrebbero i conti dell’Inps.

Antonella Tortora

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