Perché l’educazione sessuale nelle scuole dovrebbe essere obbligatoria

In questi ultimi giorni si è molto discusso della legge anti-Lgbt in Ungheria, eppure anche il nostro paese è indietro anni luce. L’Italia, infatti, è uno dei pochi paesi nell’Unione europea, insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania e Romania, in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria nelle scuole.

Come viene percepita la sessualità?

Si tratta di una mancanza estremamente grave e dannosa per chi si approccia per la prima volta alla sessualità. Troppo spesso, infatti, si tende a considerare il sesso come una pratica privata, all’interno della quale non possono intervenire le istituzione; in realtà si tratta di una dimensione centrale nell’esistenza di un individuo, che coinvolge altre persone e che quindi necessita di una guida e di una giusta istruzione.

Per quando riguarda i ragazzi, il modello sessuale proposto è sempre lo stesso: quello di un uomo prestate, sempre pronto e estremamente dotato. Si tratta di un modello molto caro all’impostazione patriarcale che caratterizza la nostra società, ma al tempo stesso dannosissimo.

Sicuramente la pornografia è uno dei canali principali attraverso cui molti ragazzi si approcciano alla sessualità; si tratta, però, di una rappresentazione estremamente falsificata e lontana dalla realtà. Dunque, l’assenza di un’adeguata istruzione e la possibilità di accedere facilmente a contenuti fuorvianti è estremamente rischioso; da un lato si rischia di alimentare il famoso mito dell’uomo forte e vigoroso, da raggiungere a qualsiasi costo, anche con la violenza; dall’altra si incorre nel pericolo d’incentivare una totale insicurezza, determinata dalla paura di non esser mai in grado di raggiungere quel modello fasullo. E’, però, importante ricordare che dal 2020 Pornhub ha tentato di colmare l’enorme vuoto che circonda la sessualità attraverso una nuova piattaforma: Pornhub Sex Ed.

Per quanto riguarda le ragazze, invece, il problema sembrerebbe essere l’opposto. Infatti, sempre a causa di quella famosa impostazione patriarcale, capita spessissimo che molte adolescenti siano totalmente ignoranti riguardo quest’argomento e soprattutto rispetto il loro corpo e la loro sessualità. Pochissime adolescenti imparano a scoprire il proprio corpo, i propri organi sessuali, cosa produce e cosa non, il piacere. Sia mai che una ragazza si interessi di sesso!

Perché è importante rendere l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole?

Per questo è necessario rendere obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole, nei suoi diversi ordini e gradi. In questo modo i/le ragazz* avrebbero la possibilità  di comprendere la sessualità, il proprio copro, i propri desideri e i loro significati. Quello della sessualità non è e non deve più essere considerato un tabù da esplorare  solo con il partner nella camera da letto; ma un argomento da poter condividere con chiunque, in grado di generare formidabili stimoli, perché la sessualità non è un fatto privato, non riguarda l’individuo ma più persone quindi è necessario smetterla di considerarla tale.



Uno strumento per prevenire malattie e gravidanze indesiderate

Ma l’educazione sessuale non ha che vedere solo con la conoscenza del proprio corpo. Sarebbe un importante strumento per prevenire gravidanze indesiderate, malattia sessualmente trasmissibili, spesso dovute alla confusione che ogni adolescente ha rispetto questi argomenti. Infatti, come è stato dimostrato da un rapporto dell’ OMS del 2016, nel luoghi in cui è attiva l’educazione sessuale -come l’Olanda, dove è praticata sin dall’asilo dagli anni Sessanta- si ha il minor tasso di gravidanze adolescenziali in Europa.

Educazione sessuale come educazione all’affettività e al rispetto dell’altr*

Inoltre, tutto ciò va di pari passo con l’enorme problematica della violenza sulle donne e della comunità LGBTQI+. Infatti un’attenta e studiata educazione sessuale nelle scuole dovrebbe essere anche, e forse soprattutto, un’educazione all’amore, all’affettività e al consenso. Troppo spesso ci si preoccupa di rapporti sessuali precoci, senza indagare la reale dimensione qualitativa del rapporto.  I materiali pornografici di cui parlavamo in precedenza sono spesso colmi di scene violente, sculacciate, soffocamenti ecc. Un ragazzo che a 15 o 16 anni usufruisce di questi contenuti – senza tenere a mente che si tratta di attori che stanno recitando, che hanno firmato un contratto, o semplicemente che si tratta di un prodotto di finzione, fatto da adulti per adulti- immaginerà giusto approcciarsi alla sessualità in quel modo, che è l’unico, dopotutto, che gli è permesso conoscere.

Inoltre potrebbe essere uno strumento straordinario anche per quanto riguarda il tema dell’omosessualità e della transessualità. Un’adeguata educazione sessuale rivolta alla normalizzazione di queste categorie aiuterebbe anche il/ la ragazz* omosessuale o trans ad accettarsi ed essere accettat* con più facilità.

Infatti, dal report citato in precedenza, emerge chiaramente che un’adeguata educazione sessuale non solo permette di limitare l’incidenza  di gravidanze indesiderate, aborti e infezioni sessualmente trasmissibili; ma anche abusi ed episodi di discriminazione legate all’orientamento sessuale.

In Italia l’educazione sessuale è, però, ancora un tabù

Eppure in Italia tutto ciò continua a rappresentare un tabù. Nonostante l’Onu abbia riconosciuto l’accesso all’educazione sessuale nel novero dei diritti umani, e l’Unesco abbia sottolineato più volte l’importanza di renderla onnicomprensiva e obbligatoria a tutti i Paesi del mondo, in Italia continua a non essere così. Non essendoci programmi ministeriali  questo tipo di educazione è affidata ad enti esterni come associazioni culturali, cattoliche o consultori; ma questo non sempre è un bene. Nulla, infatti, regolamenta quei “programmi” e nulla vieta di predicare l’astinenza, di fare campagne antiabortiste o di escludere dai discorsi la comunità LGBTQI+.

Sia la Chiesa che le famiglie in Italia rappresentano un enorme ostacolo. Molti infatti interpretano quest’argomento come qualcosa di privato che preferiscono gestire come meglio credono. Ma, ripeto e non mi stancherà mai di farlo, la sessualità non è un fatto privato; il sesso non si pratica da soli, e non è una dimensione marginale nella vita di un soggetto. E’ necessario cambiare punto di vista riguardo la sessualità, ed è necessario farlo subito per rendere la vita dei ragazzi più semplice, ma soprattutto più consapevole.

                                                                                                                                                        Sofia Centioni

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