Perde il bambino a fine gravidanza: mamma muore durante parto indotto

È successo all'ospedale pediatrico Salesi di Loreto. La vittima è una donna di 35 anni, con due figli

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Perde il bambino al termine della gravidanza: mamma muore durante parto indotto.

Tragedia all’ospedale pediatrico Salesi di Loreto, in provincia di Ancona. Una donna di 35 anni, arrivata alla 38esima settimana di gestazione, è morta nella notte tra sabato e domenica dopo che, nel reparto di Clinica ostetricia e ginecologia, le era stato indotto il parto del feto, risultato morto nel corso dell’ultimo monitoraggio.

La donna, di origine tunisina, si era recata in ospedale nella serata di sabato, lamentando forti dolori addominali. Durante il monitoraggio, gli esami avevano rilevato assenza di battito per la piccola che la 35enne portava in grembo.  A quel punto, come da prassi, le è stato indotto il parto, per dare alla luce una bambina ormai senza vita. Durante l’utilizzo delle tecniche farmacologiche, però, le condizioni della donna sono improvvisamente precipitate, fino all’arresto cardiaco. Inutile ogni tentativo di rianimarla: la 35enne non ce l’ha fatta.





Avviata indagine interna

La direzione dell’azienda ospedaliera ha avviato un’indagine interna, segnalando il decesso alla magistratura, che valuterà gli eventuali accertamenti da disporre.

Un evento imprevedibile e inevitabile, accaduto all’improvviso senza che fosse possibile intervenire, ha commentato il primario della clinica di ostetricia e ginecologia dell’ospedale pediatrico Salesi, il professor Andrea Ciavattini.

La donna, residente a Loreto da diversi anni, era già madre di 2 bambini. Durante i 2 precedenti parti, non era mai stato riscontrato alcun problema.

Morti in utero

In Italia si stima che la morte in utero colpisca 3-5 famiglie ogni 1000 in attesa. La morte in utero è quella che avviene dopo la 22ª settimana di età gestazionale, a differenza dell’aborto fetale interno, che può avvenire nelle prime settimane di gestazione. Secondo le stime pubblicate dalla prestigiosa rivista medica Lancet, che nel 2016 ha dedicato ampio spazio a questo tema, nel 2015, in tutto il mondo, nel terzo trimestre di gravidanza, sono morti due milioni e 600 mila bambini. Più di 7100 al giorno. A livello mondiale, sono i paesi a basso reddito i più colpiti dal fenomeno (il 98% delle morti in utero riguarda, infatti, paesi poveri). L’induzione del parto vaginale, scelta nei casi di morte in utero, come quello di Loreto, è la procedura più utilizzata per tutelare la salute riproduttiva della donna.

Mena Indaco

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