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Home LGBTQ+

Una giudice federale blocca l’ordine esecutivo di Trump sul divieto delle persone trans nelle forze armate

by Lucrezia Agliani
19 Mar 2025
in LGBTQ+
Reading Time: 3 mins read
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persone trans nelle forze armate USA / Divieto militare per membri transgender sospeso in USA
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Il divieto della presenza imposto dal Presidente Donald Trump di far arruolare le persone trans nelle forze armate statunitensi è stato sospeso da una sentenza del giudice federale Ana Reyes. La decisione, basata sulla violazione del Quinto Emendamento, ha scatenato un nuovo confronto tra il sistema giudiziario e l’amministrazione. La questione, che tocca i principi di equità e diritti civili, potrebbe ora evolversi ulteriormente con un possibile ricorso da parte del governo. A prendere parola, in sostegno alla giudice, sono stati anche gli avvocati delle comunità queer, che hanno detto che le truppe transgender “non cercano altro che l’opportunità di continuare a dedicare la loro vita alla difesa della nazione”.

Una sentenza che segna un punto di svolta

Un giudice federale ha emesso un’ingiunzione per bloccare l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump, che vietava la presenza delle persone trans nelle forze armate. La decisione, presa dalla giudice distrettuale Ana Reyes a Washington D.C., ha sottolineato la probabile incostituzionalità del provvedimento, affermando che viola i diritti alla parità di protezione garantiti dal quinto emendamento.



Per consentire all’amministrazione di presentare ricorso, la sentenza sarà sospesa per tre giorni.

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La posizione della giudice e la reazione del governo

La giudice Reyes ha evidenziato che la sua decisione avrebbe inevitabilmente generato un acceso dibattito pubblico, ma ha ribadito l’importanza della tutela dei diritti fondamentali. Ha sottolineato che chiunque abbia scelto di servire nelle forze armate merita rispetto e gratitudine.

La Casa Bianca non ha rilasciato commenti immediati sulla sentenza, mentre gli avvocati del governo hanno difeso la discrezionalità dell’amministrazione nella gestione degli arruolamenti militari.

L’ordine esecutivo di Trump e le sue implicazioni

Il provvedimento firmato da Trump a gennaio affermava che l’identità sessuale delle persone transgender fosse incompatibile con gli standard richiesti per un servizio militare disciplinato e onorevole. Sulla base di questa posizione, il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva emanato una politica che escludeva dal servizio chiunque avesse una diagnosi di disforia di genere, una condizione medica associata a depressione e pensieri suicidi.

Da qui, gli avvocati delle persone lese hanno espresso la concreta violazione del Quinto Emendamento, poiché l’emendamento di Trump sulla presenza delle persone trans nelle forze armate violerebbe il diritto alla parità di protezione.

La battaglia legale e i querelanti

Diversi membri transgender delle forze armate hanno citato in giudizio l’amministrazione per fermare l’applicazione del divieto. Tra i querelanti figurano militari con carriere di alto profilo, tra cui un maggiore decorato con una stella di bronzo per il servizio in Afghanistan e un vincitore del premio Sailor of the Year della Marina.

I loro avvocati hanno denunciato il provvedimento come una violazione arbitraria dei diritti civili, priva di fondamento e potenzialmente dannosa per la coesione e l’efficacia delle forze armate.

L’impatto sui militari trans nelle forze armate

Secondo il Dipartimento della Difesa, circa 4.200 membri attivi delle forze armate si identificano come transgender, rappresentando lo 0,2% del totale. Nonostante il loro numero relativamente ridotto, questi soldati hanno svolto ruoli chiave, tra cui piloti, tecnici nucleari e forze speciali.

La politica dell’amministrazione Trump li aveva resi bersagli di un trattamento discriminatorio, con incentivi al congedo volontario e scadenze imposte per l’uscita dal servizio. Alcuni settori dell’esercito, come la Marina, avevano addirittura stabilito date precise entro cui i militari transgender avrebbero dovuto decidere se lasciare le forze armate.

Il dibattito sull’inclusione delle persone transgender nell’esercito non è nuovo. Nel 2016, l’amministrazione Obama aveva introdotto una politica di apertura che permetteva loro di servire apertamente. La decisione fu ribaltata da Trump durante il suo primo mandato, con la Corte Suprema che consentì l’entrata in vigore del divieto. Con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca, la misura fu nuovamente annullata, ripristinando la possibilità per le persone transgender di arruolarsi senza restrizioni.

La sentenza della giudice Reyes sulla presenza delle persone trans nelle forze armate rappresenta dunque un nuovo capitolo in questa battaglia legale, sottolineando l’importanza dei controlli e bilanci tra i poteri dello Stato per garantire il rispetto dei diritti costituzionali.

Lucrezia Agliani

Tags: Ana Reyesdonald trumpesercito americanogiudice di Washingtonpersone trans
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