Pesce d’aprile: vi siete mai chiesti cosa c’è dietro questa tradizione?

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Oggi è la giornata degli scherzi a parenti, amici e colleghi di lavoro. Non c’è occasione migliore per mettere alla prova il nostro estro ideando burle di vario genere. Ma cosa si nasconde dietro il pesce d’aprile?

Innanzitutto, c’è da dire che la tradizione del pesce d’aprile non è uguale in tutto il mondo. In Italia, ad esempio, si appende un pesce di carta dietro la schiena della “vittima”.
In Germania anche i giornali vengono coinvolti negli scherzi, pubblicando notizie assurde.

pesce d'aprile
Fonte immagine: faustasblog.com

In Scozia il pesce d’aprile dura addirittura due giorni. Il secondo giorno è chiamato “Taily Day” (“Giorno delle natiche”), e vede gli scozzesi appendere dietro la schiena del malcapitato un cartello con la scritta “kick me” (“dammi un calcio”).
In India la giornata degli scherzi è il 31 marzo e si chiama Huli. In questo giorno si sfidano gli amici a compiere peripezie che poi si rivelano senza senso.

Sono state formulate diverse ipotesi circa le origini di questa tradizione. Tra le più credibili, vi è quella che riguarda il patriarca di Aquileia, Bertrando di San Genesio. Secondo la leggenda, egli avrebbe aiutato un papa alle prese con una spina di pesce incastrata nella gola. Il pontefice gli fu talmente riconoscente da stabilire che, da quel giorno, il 1° aprile gli abitanti di Aquileia non avrebbero più mangiato pesce.

Un’altra valida teoria vede la Francia del Cinquecento come protagonista. Prima dell’istituzione del Calendario Gregoriano, si festeggiava il Capodanno tra il 25 marzo e il 1° aprile. Durante i festeggiamenti per il nuovo anno, era abitudine consolidata scambiarsi doni. Con l’avvento del Calendario Gregoriano, la festività fu spostata al 1° gennaio. A quanto pare, fu allora che nacque la tradizione di regalare pacchetti vuoti, come per ricordare in maniera scherzosa che i vecchi festeggiamenti erano ormai troppo antiquati.

Un’altra congettura tra le più popolari riguarda le prime battute di pesca primaverili del passato. Nei primi giorni, era raro che i pescatori trovassero pesci sui fondali. Spesso essi tornavano a mani vuote, frustrati e, come se non bastasse, derisi dai loro compaesani.

Che sia nata da una lisca incastrata nella gola di un papa o dallo scherzoso ricordo dei vecchi festeggiamenti, quella del pesce d’aprile è una tradizione ancora in uso.
In questa giornata all’insegna delle burle, ci si diverte e si scherza senza fare distinzioni tra grandi e piccini.

Veronica Suaria

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