Pesto: p(r)esto sarà possibile portarlo in volo nel bagaglio a mano

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“Pesto: voce nostra che non ha precisa corrispondenza italiana, ed è un specie di salsa o condimento che si compone di basilico oppure maggiorana e prezzemolo, di aglio e cacio, pestati insieme nel mortaio e sciolti con olio ed acqua usati per cuocere la minestra che si vuol condire”. Così scriveva, nel lontano 1876 Giovanni Casaccia, nel dizionario genovese-italiano. Adesso la ricetta del pesto è leggermente cambiata, ma questa salsa resta un’eccellenza italiana, unica ed inimitabile.

Si narra che Steven Spielberg vada matto per il pesto, precisamente per le trenette con pesto e pinoli. Anche Frank Sinatra amava molto questa salsa, soprattutto nella versione preparata da sua madre Dolly.

L’idea

A Genova è nata una bellissima iniziativa: dal primo giugno, i passeggeri che partiranno dall’aeroporto Cristoforo Colombo potranno portare con sé il pesto, nel bagaglio a mano.

All’aeroporto di Genova venivano sequestrate circa 250 confezioni di pesto al mese, perché non conformi con il regolamento aeroportuale. Ma da giugno ciò non succederà più: potremo portare con noi la nostra amata salsa, anche in confezioni che superano i 100 ml.

Pesto in volo: come funziona?

Questo grazie ad una collaborazione fra Ascom, Aeroporto di Genova ed Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). L’iniziativa ha prevalentemente due scopi: il primo riguarda la salvaguardia di un’eccellenza ligure come il pesto ed il secondo, invece, è uno scopo benefico, per la fondazione Flying Angels Onlus. Al pesto, fatto in casa o acquistato, dovrà essere applicato un bollino, con la scritta “il pesto è buono”, dal costo di 50 centesimi, in vendita presso l’area biglietterie. Il ricavato sarà devoluto alla fondazione Flying Angels, che si occupa del trasporto in aereo di bambini malati in tutto il mondo, affinché essi possano ricevere le cure di cui hanno bisogno. I vasetti di pesto verranno comunque sottoposti ad un controllo tramite un apposito macchinario, ma successivamente verranno restituiti e si potranno portare senza problemi in volo.

Il presidente dell’Aeroporto di Genova, Marco Arato, ha dichiarato a TGCOM 24: “Era uno spreco, ma anche un danno di immagine e un’occasione mancata di promozione delle nostre eccellenze. Per questo abbiamo chiesto alla Direzione di Enac di trovare una soluzione che consentisse, sempre nel massimo rispetto della sicurezza, di salire a bordo degli aerei in partenza da Genova, portando con sé il pesto, sia quello fatto in casa, sia quello comprato in negozio”.

Per promuovere questa iniziativa, l’aeroporto Cristoforo Colombo aprirà entro settembre un temporary shop, dove artigiani e piccoli imprenditori potranno vendere i prodotti, favorendo l’economia del territorio.
Un’idea che unisce il rispetto per la tradizione alla beneficenza: fare del bene si può e se ciò potrà aiutare la salute di molti bambini, ancora meglio

Caterina Tiziani




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