Anche nel mondo della pétanque aleggia lo spettro del doping

Al momento non vi sono indagini in corso, ma solo accuse e voci di corridoio.

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L’immaginario collettivo lega le bocce ad uno sport poco impegnativo, tranquillo, quasi noioso, praticato soprattutto da anziani.

Nella realtà tuttavia i luoghi comuni su questo sport diffuso in Europa continentale sono ampiamente smentiti: infatti le bocce vantano un vasto ventaglio di specialità e sportivi professionisti di altissimo livello. Oltre a questo, molti sono i giovani giocatori e nel panorama italiano è fortemente consolidato il settore femminile.

Tra le specialità maggiormente note quella che ci interessa al momento è la pétanque, nata in Provenza e consolidatasi come disciplina sportiva agli inizi del Novecento. Si tratta di una specialità molto diffusa anche fuori dalla Francia, come in Madagascar e nelle Fiandre; insieme al raffa e al volo, altre due specialità delle bocce, è stata proposta come disciplina olimpica per i prossimi giochi del 2024, nella speranza che il riconoscimento internazionale possa far conoscere al livello mondiale questo sport ancora molto di nicchia.



Ombre sul campo

Un servizio di Vice Sports indaga nello specifico il mondo della pétanque nei Paesi Bassi, intervistando Kees Koogje e Edward Vinke, due campioni della disciplina, che raccontano la loro esperienza sportiva.

pétanque
Da destra: Kees Koogje e Edward Vinke. Fonte: sports.vice.com; foto di Dave Aalbers.

Tra i diversi argomenti trattati tuttavia emerge un aspetto poco indagato nella pétanque ma molto comune ad altri sport: il doping. I sospetti sono stati sollevati dai due giocatori neerlandesi intervistati: entrambi sostengono che molti colleghi belgi farebbero uso di cocaina per migliorare le proprie prestazioni durante le partite, senza però fare nomi espliciti, ma segnalando come l’uso di sostanze vietate a livelli agonistici sia un problema presente anche nelle bocce ma poco affrontato, con controlli quasi inesistenti.

Come fanno notare i due intervistati, questo problema riguarderebbe maggiormente i giocatori francesi e belgi, paesi dove la pétanque è uno sport assai più redditizio e seguito che nei Paesi Bassi, dove rimane uno sport ancora praticato da una grande parte di appassionati e non da professionisti.

Questa accuse sono tuttavia smorzate dalla risposta di Reinold Borré, presidente della Federazione Pétanque delle Fiandre: il presidente infatti sostiene che i controlli antidoping sono regolarmente svolti durante le competizioni internazionali e che i giocatori belgi sono sempre risultati negativi ai test.

Un ultimo elemento da prendere in considerazione in questa vicenda è la forte competizione che corre tra Belgio e Paesi Bassi nella pétanque, una rivalità di lunga data e che sembra esercitare un forte peso nelle dispute sportive tra le squadre delle due nazioni menzionate.

Barbara Milano.

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