Le notizie da un altro punto di vista

Piacere, non so chi sono ma ho un quarto di secolo

0

Arriva…arriva per tutti il giorno in cui dalla bocca di tua madre, in maniera sempre più assidua e intimidatoria, escono queste parole: “NON SEI PIU’ UNA BAMBINA”. Fermi tutti, momento: quando diavolo è successo esattamente?!

Sarà mica perché ho compiuto i fatidici 25 anni?

E anche fosse, che significa che ho 25 – venticinque, ripeto, V E N T I C I N Q U E – anni?

Allora con un gesto di stizza corri nella tua cameretta in cui mamma, come ogni mattina, si è già occupata del restauro del letto nonché del raduno di vestiti, vestitini, vestitocci, fantasmini in cerca dell’anima gemella ecc ecc, e inizi a riflettere.




“NON SEI PIU’ UNA BAMBINA”.

Respira Ragazza, niente panico; ripercorriamo a grandi linee questa vita.

Hai 25 anni, o meglio, UN QUARTO DI SECOLO. Ma lasciamo stare, 25 anni suona meglio.

Venticinque anni e quali obiettivi hai raggiunto fino ad ora? Ecco, appunto…

Del fidanzato, o qualcosa di vagamente simile ad esso, neanche l’ombra; stai ancora aspettando che squilli il telefono dalla prima media, anno in cui il ragazzo di terza ti disse “ti chiamo io”.

Le ferie “sesso, droga e rock’n’ roll” hanno lasciato il posto a quelle “pesto, yoga e toilett roll”.

Le amiche del “io ci sarò sempre” non sono più tornate dopo essere uscite per andare a comprare le sigarette.

Per non parlare poi di quel maledetto senso di inadeguatezza che ti è fedele più dei chili di troppo.

E ancora, le serate in discoteca in cui guardi disgustata i quindicenni e preghi il signore di non essere stata l’adolescente che vedi nei loro atteggiamenti, per poi distogliere lo sguardo e osservare disgustata i 35/40enni affetti dalla sindrome di peter pan e pregare il signore di non diventare “l’adulto” che vedi nei loro atteggiamenti.

Le sbronze che potevi bere 5 negroni e 3 mojito e ti rimaneva spazio – ma soprattutto lucidità sufficiente – per l’ammazzacaffè, mentre ora al secondo frizzantino di capodanno hai la stessa lucidità di Lapo Elkann al compleanno di Briatore.

Insomma, un dramma. Un vero e proprio dramma. Come se non bastasse la tua crisi esistenziale accresce trovandosi di fronte a due correnti di pensiero diametralmente opposte: chi ti dice che “alla tua età” devi divertirti e chi invece ti rimprovera perché non hai ancora un pargolo in grembo o quantomeno tra i progetti futuri. Ma un’anima pia che dica esattamente ciò che va fatto, e i tempi ‘giusti’ in cui farlo è chiedere troppo, vero?!

E’ così inizi a sentirti in ritardo sulla tabella di marcia. I giorni diventano un inutile susseguirsi di ore, le notti insonni sempre più frequenti, le passioni affievoliscono e i sogni si opacizzano e vengono accantonati come un vecchio gioco in soffitta diventando chimere impossibili da raggiungere. I rapporti umani sempre più futili, le emozioni sempre più insipide. In mezzo agli adolescenti ti senti vecchia, drasticamente vecchia; in mezzo agli adulti ti senti immatura, drasticamente immatura. La gente continua a chiederti quando hai intenzione di metter su famiglia, di fare figli, mentre tu non sai nemmeno se preferisci il mare o la montagna. I sensi di colpa per l’assenza d’istinto materno ti divorano; non avere ancora capito che tipo di uomo cerchi e non avere neanche la certezza di volerne uno; Il lavoro precario, il corpo che cambia, il “futuro” che bussa alla tua porta ogni giorno e tu non hai più scuse. Un presente che è drasticamente lontano da quello che immaginavi da bambina. La voglia e il bisogno di scrollarsi di dosso tutte le responsabilità e i doveri che, uno dopo l’altro, si stanno mettendo in coda. La paura di deludere le aspettative altrui parallela alla voglia di mandare tutti a fanculo ogni volta che ti chiedono dell’università, del lavoro, del fidanzato e della casa.

Non lo sai chi sei, chi sarai, chi potresti essere o chi non potrai mai diventare. Non lo sai se vuoi fare la bambina per un altro po’ o se sei pronta per comportarti da Donna. Non sai se vuoi ancora passare il sabato sera ad ubriacarti o se è il momento di stare a casa a guardare il film che passano in prima serata. Non sai cosa ti manca per sentirti completa e sei stanca di ascoltare le ramanzine cariche di presunzione di chi crede di avere la ricetta per il tuo equilibrio.

E chi ti vuole bene continua, involontariamente, ad alimentare in te quella sensazione di smarrimento incitandoti con frasi tipo “tranquilla, devi solo trovare il tuo posto nel mondo”.

Buona questa, ci mancava!




“DEVI SOLO TROVARE IL TUO POSTO NEL MONDO”.

Mondo: luogo primigenio degli esseri umani, abitato da circa 7,477220 miliardi di persone.

Ah, ora si che ho le idee chiare!

Invece che darmi questi consigli di dubbia utilità, non potete fornirmi una piantina che segnali quantomeno i punti cardinali e, perché no, gli autovelox e le strade senza uscita?! No perché altrimenti ditelo che vi siete coalizzati contro di noi per farci perdere quell’ultimo briciolo di senso dell’orientamento che ancora possedevamo.

Ma loro non si accontentano…e continuano ad incoraggiarti con inni alla vita quali “alla tua età dovresti saltare i fossi per la lunga”, “questo è il periodo migliore della vita” o “il meglio deve ancora arrivare”.

Non male, considerando che l’ultima volta che hai PROVATO a saltare un fosso ci sei finita dentro giocandoti il menisco e che il cosiddetto “periodo migliore” si riassume in una crisi esistenziale di dimensioni cosmiche.

Per quel poco che so ho sempre creduto che non esistano i “tempi giusti”, o che un determinato stile di vita sia più “giusto” rispetto ad un altro. Ho sempre creduto che ciò che è la felicità per me, non necessariamente debba esserlo per chiunque altro e che programmarsi la vita è del tutto inutile nonché controproducente. Che imporsi di seguire un determinato percorso rischia di condurti fuori strada, e che vivere per accontentare gli altri vuol dire deludere sé stessi. E questa non è vita, da qualsiasi punto di vista lo guardi…Ma questo non è altro che il pensiero di una venticinquenne alla ricerca – appunto – del suo posto nel mondo.

Perciò non rimane che confidare in questo fantomatico “meglio” di cui tutti parlano e che spero abbia il buonsenso di bussare alla mia porta con una bottiglia di Dom Pérignon, e il metabolismo veloce impacchettato a mo’ di pacco regalo.

Ammesso che riesca a superare questi 365 giorni di QUARTO DI SECOLO.

 

 

Isabella Caselli

Leave A Reply

Your email address will not be published.