Un pianeta solitario che ci insegnerà molto

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La scoperto dell’oggetto astronomico denominato SIMP J01365663+0933473 risale al 2016, si tratta di un oggetto solitario che potrebbe essere una nana bruna oppure un pianeta solitario  (prevale la seconda ipotesi), cioè un gigante gassoso che se ne sta nello spazio senza una stella “madre”. Ora uno studio proveniente dal National Radio Astronomy Observatory, un’istituzione gestita da più università che controlla il VLA (Very Large Array) annuncia che, grazie all’osservatorio formato da tanti radiotelescopi, attorno all’oggetto è stato rilevato un potentissimo campo magnetico che permetterà agli scienziati di imparare molto sul campo magnetico di stelle, pianeti giganti e anche pianeti più piccoli di tipo roccioso. Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Supplement Series.
Prima di entrare nello specifico della scoperta un piccolo glossario:
Una nana bruna è un oggetto che potremmo definire una stella mancata, si tratta di un oggetto che non ha abbastanza massa da riuscire ad innescare la fusione dell’idrogeno, all’inizio della sua vita brucia un po’ di deuterio e litio che sono elementi più facili da bruciare e vengono consumati rapidamente.



Il limite che separa un pianeta gigante da una nana bruna è posto a circa 13 volte la massa di Giove, SIMP J01365663+0933473 che inizialmente fu identificata come nana bruna ha in realtà una massa di 12,7 quella di Giove e starebbe appena sotto il cosiddetto deuterium burning limit, cioè sotto quella massa ogni reazione nucleare cessa.
La scoperta e la nuova osservazione di questo pianeta solitario ha anche un altro aspetto molto interessante: è stato osservato con un radiotelescopio. Come certamente saprete i pianeti extrasolari che scopriamo normalmente non vengono osservati direttamente, quella che viene osservata è una perturbazione nella luce della stella attorno alla quale orbitano. Nel caso di nane brune o di pianeti solitari ovviamente questo non è possibile, ma questo studio dimostra che se si tratta di oggetti abbastanza grandi e molto vicini (SIMP J01365663+0933473 è a soli 20 anni luce dalla Terra, in termini astronomici praticamente un vicino di pianerottolo anche se tradotta in chilometri la distanza fa girare la testa, 189220 miliardi di chilometri) possono essere osservati direttamente, non con un telescopio ottico (non questo caso almeno), ma con un telescopio che è in realtà una grande antenna, più un orecchio che un occhio, che capta il segnale di un campo magnetico così potente. Il campo magnetico è così forte che gli scienziati vi osservano un’aurora, ora anche la Terra ha delle spettacolari aurore, ma quelle del nostro pianeta sono frutto dell’interazione degli strati alti dell’atmosfera col vento solare, un pianeta solitario o una nana bruna non hanno il flusso di particelle di una stella vicina che le investa. L’enorme forza del campo magnetico spiega come mai vediamo un’aurora, ma è una vera sfida per i fisici teorici che ancora devono svelare i meccanismi che fanno funzionare il campo magnetico di queste enormi dinamo.

Fonte immagine: public.nrao.edu

Roberto Todini

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