Tra passato e presente: Picasso a Palazzo Reale

Picasso Pablo (dit), Ruiz Picasso Pablo (1881-1973). Paris, musÈe national Picasso - Paris. MP1170. Fonte: fondiesicav.it
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Già avevamo annunciato la mostra su una vetta artistica del Novecento dando i primi dettagli e le linee generali dell’esposizione, partita il 18 ottobre e da concludersi il 17 febbraio.

Articolata negli spazi del Palazzo Reale milanese, lo scopo della mostra curata da Pascal Picard, direttrice dei musei civici di Avignone, è di far notare i rapporti tra Pablo Picasso (1882-1973), la tradizione mediterranea antica e l’arte dei grandi predecessori.  Il contatto appare chiaro soprattutto una volta che si comprende la capacità dell’artista di interiorizzare modelli e miti per esprimere la soggettività ed il rapporto con gli altri.

Essenziale è la figura del Minotauro che in senso freudiano è il doppio dell’artista, lato oscuro del suo desiderio per la donna, protagonista delle sue opere negli anni trenta dopo l’Arlecchino: la maturità è percepita quindi con contorni bestiali, distruttivi, che fanno pensare non alla gentilezza del bacio ma alla foga dello stupro. Per da rendere l’origine mitica della storia la mostra accompagna le opere di questa sezione con un busto del Minotauro dai Musei Vaticani e un affresco dal Museo Archeologico di Napoli della casa di Gavius Rufus a Pompei con Teseo liberatore.

Acquaforte della Minotauromachia – Fonte: museoreinasofia.es

Animale che ha in sé più Thanatos che Eros, la bestia protagonista della Minotauromachia (1935) è l’altra faccia della tenerezza ispirata da Rodin ed Ingres, presenti rispettivamente con una versione in bronzo de Il bacio ed il disegno preparatorio per il dipinto Paolo e Francesca sorpresi da Gianciotto (1819).

La reinterpretazione del modello iconografico da parte di Picasso deforma i soggetti in movimenti e distorsioni come nel suo dipinto del 1925 al Museo Picasso di Parigi qui esposto.  In quest’opera, che è tra le più importanti della mostra, il colore si fa delicato (da notare il blu ed il bianco) ma la tensione creata dalle pennellate dense s’esprime soprattutto nella stretta dei corpi.

Il bacio (1925)-Fonte: artslife.com

A seguire queste due prime sezioni troviamo inoltre gli omaggi ad una delle sue donne più importanti: Marie-Thérèse Walter, ritratta in busto, su pannelli bronzei e sul dipinto che fa da simbolo della mostra stessa: il solare Nudo disteso del 1932.

Qui assai puntuale è il richiamo all’Arianna dormiente del Gabinetto delle Antichità del Louvre, opera del II secolo che ci ricollega al mito cretese ormai sfumante verso quello dionisiaco.

Il fauni, i satiri, le statuette votive iberiche ed etrusche e le incisioni per un’edizione delle Metamorfosi di Ovidio del 1931 pubblicata dalla casa editrice Skira completano il percorso. Queste ultime opere nello specifico chiudono perfettamente il cerchio: la mostra stessa ha il nome di Metamorfosi  che è dello stile come della percezione del mondo di Picasso.




Per un totale di 14 sale, 6 sezioni di percorso espositivo, la mostra risulta più che esaustiva e assai intrigante. Ha una costruzione circolare per quanto riguarda la disposizione delle opere, il che permette di far funzionare il gioco di riflessi e rimandi tra l’antico e Picasso come all’interno di un circuito elettrico.

Oltre alle opere sopracitate, La fonte del 1921 e Il fauno, il cavallo e l’uccello, scelto come immagine di copertina di questo articolo, meritano la nostra attenzione così come le opere in ceramica in rapporto ai vasi greci e alle anfore.

Il progetto Picasso-Méditerranée , che sta dietro l’esposizione, è riuscito perfettamente a rendere questo lato del corpus del pittore relativo alle “radici” sia in senso stilistico del culturale. Pochi uomini erano così pronti alla commistione e alla metabolizzazione come Picasso e non un caso che la sua tensione giocosa l’abbia portato ad essere insieme ad Ejzenstein il più grande figurativo del Novecento: lui mostra ciò che pensa.  Appuntamento imperdibile per gli appassionati e i novizi dell’arte contemporanea.

 

Antonio Canzoniere

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