Piloti si oppongono a espatri migranti, la solidarietà che non fa notizia

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In Germania aumenta il numero di piloti che si oppongono al rimpatrio dei migranti o richiedenti asilo nei loro Paesi d’origine. Da inizio anno a giugno, si contano 222 episodi del genere. Un numero esorbitante se si considera che in un arco di tempo più lungo, da gennaio 2015 e giugno 2016, sono stati registrati 160 opposizioni.




Nello specifico, sono in totale sei le compagnie aeree coinvolte in questa sorta di “boicottaménto etico”: Lufthansa (63 casi) che a sua volta vede coinvolte due compagnie low cost collegate ad essa (Eurowings e Germanwings con 37 casi), Qatar Airways (18 casi), Air Algerie (16 casi) e Air Berlin (12 casi).

In generale si tratta di scelte individuali che non seguono la logica di qualche organizzazione di categoria o sindacale, e che molti cittadini tedeschi considerano come una scelta in linea con il cosiddetto Zivilcourage ovvero il “coraggio civile”, la volontà di non aderire ad azioni considerate scorrette.




Le compagnie aeree, come spiega il portavoce di Lufthansa, “hanno l’obbligo di accettare chiunque abbia un biglietto valido” ma l’ultima parola sul fare salire o meno un passeggero, spetta al comandante. Anche se il pilota non può teoricamente opporsi a un’espulsione, può decidere di far scendere qualsiasi passeggero se lo ritiene una minaccia “per la sicurezza del volo”.

Una scelta che il comandante può prendere anche dopo un dialogo con i migranti costretti a dover tornare al Paese d’origine, anche se molto spesso i piloti cedono alle pressioni degli attivisti per i diritti umani. Quest’ultimi condannano soprattutto le espulsioni verso Iraq, Siria e Afghanistan che vedrebbero coinvolti 30.000 migranti presenti nel territorio tedesco.




Proprio in Afghanistan, secondo Amnesty International Germania, “il numero di vittime civili è drammaticamente alto: oltre undicimila l’anno scorso, ottomila tra gennaio e ottobre. Il governo nello stesso periodo ha rimpatriato già 132 afghani. Ma è vietato rimandare le persone nei Paesi in cui rischiano la vita”.

La Germania, nonostante le proteste, sicuramente proseguirà nella sua politica di rimpatri a causa del numero particolarmente alto di domande d’asilo ricevute: più di 388mila solo nel primo semestre del 2017. E non solo. Il Ministero degli Interni ha dichiarato che coloro che accetteranno di tornare in patria riceveranno un bonus di tremila euro già dal prossimo mese di febbraio.

Anche se si fa fatica a credere che possano bastare di fronte alla certezza di tornare in un paese dove ti svegli con il rumore delle bombe e la consapevolezza che quello potrebbe essere il tuo ultimo giorno di vita.

Dorotea Di Grazia

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