Pio La Torre: morì 36 anni fa l’ideatore del reato di “associazione mafiosa”

Celebrazioni in sua memoria a Palermo e non solo

Il 30 aprile del 1982 Pio La Torre e Rosario Di Salvo venivano brutalmente uccisi da Cosa Nostra, mentre si trovavano a bordo di un’automobile.

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Questa mattina il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro, il comandante della Polizia Municipale, Gabriele Marchese, e altre autorità hanno ricordato l’anniversaio della morte di Pio La Torre e di Rosario di Salvo, assassinati a colpi d’arma da fuoco esattamente 36 anni fa, in via Li Muli (tra piazza Turba e corso Calatafimi).

Pio La Torre e Rosario Di Salvo: cerimonia a Palermo

Alla cerimonia hanno partecipato anche il segretario regionale e il capogruppo del Pd, Fausto Raciti e Giuseppe Lupo, e il sottosegretario alla Salute Davide Faraone. Dopo aver posto una ghirlanda di fronte alla lapide commemorativa, situata proprio lì dove sono morti i difensori della giustizia e della legalità, alcuni fra i presenti hanno tenuto dei discorsi in onore di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.




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Ma non sono mancati i malumori, come quello del leader dei ‘Partigiani dem’, Antonio Rubino, il quale ha dichiarato:

“L’assenza del governo regionale alla cerimonia in ricordo dell’omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo è un fatto grave che testimonia la scarsa sensibilità istituzionale di Musumeci e dei suoi assessori. Ci sono momenti in politica in cui occorre superare le appartenenze. Le battaglie di La Torre e Di Salvo sono patrimonio della Sicilia e di tutti i siciliani onesti. Ma evidentemente non di questo governo”.




Pio La Torre: padre dell’antimafia

Pio La Torre è ricordato per il suo ruolo di segretario del Partito Comunista e per aver proposto per primo la legge che prevedeva il reato di “associazione mafiosa” (poi inserito nel Codice Penale con l’art. 416 bis). Si può affermare che lui sia stato un precursore dell’antimafia, dal momento che grazie alle sue battaglie vennero messi in atto il sequestro e la confisca dei beni ai colpevoli di delitti di stampo mafioso. Un grande passo in avanti nella lotta per la legalità e per il sistema giuridico italiano. Ma il suo operato l’ha reso inviso ai clan di Cosa Nostra, che, non potendo tollerare una figura così di spicco nella guerra alla criminalità, lo eliminarono assieme a Rosario Di salvo, non solo autista di Pio La Torre, ma anch’egli attivista.

L’iniziativa di Libera in ricordo di Pio La Torre

In occasione dell’anniversario della morte di Pio La Torre, l’associazione Libera ha organizzato un incontro presso la villa di San Giusto Canavese (in Piemonte) appartenuta a Nicola Assisi, latitante tra i più temibili. Quest’edificio è uno dei tanti beni confiscati alla mafia, ora è gestito dall’Anbsc, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, attualmente in attesa di essere destinato a qualche scopo.




“La villa di Assisi è’ un bene simbolo che ci racconta quanto il Piemonte sia crocevia, snodo strategico delle mafie e del narcotraffico a livello mondiale. Ma questo luogo e la memoria di Pio La Torre ci ricordano quanto sia urgente continuare con l’opera di contrasto legislativo”.

Con quest’incontro Libera vuole porre anche l’accento sull’importanza della ‘scorta mediatica’ ai giornalisti vittime di minacce da parte delle organizzazioni mafiose. All’incontro prendono parte il prefetto di Torino Renato Saccone, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Emanuele De Santis e l’ex parlamentare Davide Mattiello.

Carmen Morello

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