“Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa vedrai che il mondo poi ti sorriderà”: La pizza patrimonio dell’UNESCO

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La pizza patrimonio dell’Unesco:. Dopo otto anni di negoziati l’arte della pizza raggiunge un traguardo “storico”

Margherita, capricciosa, diavola, quattro stagioni e chi più ne ha ne metta. Stiamo parlando ovviamente della pizza! Piatto tipico della cucina napoletana, con alle spalle una grande tradizione culinaria, è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco. Nello specifico, all’interno della lista dei beni immateriali dell’Unesco, insieme alla Dieta Mediterranea e all’Opera dei Pupi, tra gli altri, l’arte del pizzaiolo napoletano ha ricevuto l’importante riconoscimento.

Il voto unanime è arrivato dal consiglio dell’Unesco riunito a Jeju in Corea del sud. Il processo iniziato nel 2010 e arrivato nel 2015 con la presentazione della candidatura ufficiale, si è concluso con il riconoscimento “storico” della pizza. Nella decisione finale è stato dichiarato che si vuole premiare “il know-how culinario” in riferimento al rituale legato alla produzione della pizza, in un’ atmosfera fatta di “gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale” e dove il bancone e il forno sono un vero palcoscenico.

“Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.




In tanti esultano e condividono la gioia di veder inserito questo piatto tipico della tradizione culinaria italiana e soprattutto napoletana, all’interno del Patrimonio dell’Unesco. Le congratulazioni arrivano dal sindaco De Magistris che afferma che questo “È il segno della potenza di Napoli attraverso la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue radici,la sua creatività, la sua fantasia. Una grande vittoria per Napoli e per la pizza napoletana”.

Via Twitter arriva il pensiero del ministro dei beni culturali, Dario Franceshini

Questo successo  rappresenta un passo verso il futuro della Campania, come terra che si promuove attraverso la gastronomia, ma anche per L’Italia tra leggende e popolarità. La leggenda racconta che la prima pizza venne realizzata  da Raffaele Esposito (il pizzaiolo accreditato dell’invenzione) che ne cucinò una con pomodoro, mozzarella e basilico in onore della bandiera italiana, per la Regina Margherita Di Savoia. Oggi è un prodotto comune,che ha avuto enorme popolarità diffondendosi in tutto il mondo. I maggiori consumatori sono gli americani con  13 chili a testa, primi soltanto agli italiani  che ne consumano 7.6 chili all’anno.

“La pizza è un pasto completo. Costa poco, è nutriente, genuina. È un ricordo d’amore. Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo detto: «Teso’, andiamoci a mangiare ‘na bella pizza»” (Alessandro Siani)

Rosiello Silvia

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