Plutone: piccolo, buio e declassato. Scienziati in subbuglio

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Plutone, un dio senza potere

Plutone nella mitologia romana era il dio dell’Averno, cioè del regno dei morti o degli inferi (Ade per la mitologia greca) comunque di un posto oscuro.
E il pianeta o
pianeta nano o satellite Plutone è l’ultimo dei pianeti del Sistema Solare. Mentre gli altri sembrano allineati quasi, Plutone prende le distanze dal resto dei pianeti e dalla luce solare.
Infatti quando è al suo
massimo dal sole è 52 volte la distanza terra-sole, quando invece è più vicino è a 30 volte la stessa distanza.
Si capisce che è un pianeta lontano,
freddo e buio.

L’ultimo ad esser scoperto e il primo ad esser declassato

Scoperto in ritardo, nel 1930 da Clyde William Tombaugh, proprio per la sua lontananza. La sua scoperta si deve a Urano e al suo moto irregolare che faceva presagire l’influenza di un pianeta vicino (com’era stato con Nettuno influenzato da Urano).
Da almeno dieci anni Plutone è stato
declassato da pianeta a pianeta nano, grazie all’International Astronomical Union perché le sue variazioni cicliche non erano date dal sole ma dal suo satellite, Caronte (come il traghettatore di anime dell’Averno).
E’ più piccolo di
Mercurio e della Luna, il suo satellite è quasi la sua metà (mentre di solito il pianeta dev’essere molto più grande del suo satellite) e tutto ciò potrebbe far supporre che sia Plutone che Caronte siano dei satelliti scappati dalla forza gravitazionale di un altro pianeta. Inoltre rispetto a Giove, Saturno, Urano e Nettuno che sono gassosi, Plutone è per ¾ roccioso e per il restante quarto è composto da ghiaccio.
In origine era stato classificato come il
nono pianeta del Sistema Solare al pari degli altri.
Sarà anche piccolo ma ha pur sempre una sua
dignità!

Gli scienziati si battono per Plutone

Molte persone si sono interessate al dibattito e hanno chiesto a gran voce di riabilitare Plutone come pianeta, anche attraverso delle petizioni.
Gli
astronomi della missione New Horizons della NASA hanno intenzione di ribaltare la regola dello IAU secondo la quale un pianeta è “un corpo celeste orbitante intorno al nostro sole dotato di massa sufficiente per renderlo di forma rotonda e per eliminare dalla sua orbita altri oggetti”, asserendo che “ogni corpo celeste di massa inferiore a quella di una stella che abbia una gravità sufficiente a fargli assumere una forma sferoidale, indipendentemente dalla sua orbita può essere definito pianeta.
Con questa
teoria anche la Luna diventerebbe un pianeta insieme alle lune di Giove, di Saturno e di Plutone. Praticamente si aggiungerebbero altri 110 pianeti.
Andrew Cheng, responsabile scientifico del dipartimento spaziale del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, fa sapere che il declassamento di Plutone è “una decisione sbagliata a partire dal chiedere a una comunità scientifica di fornire una definizione scientifica che includa attentamente otto corpi e lasci fuori Plutone”, riferisce Cheng. “La mia posizione è che, tanto per cominciare, la definizione di pianeta non è una questione scientifica… non lo si sarebbe mai dovuto fare.”… “Ci sono sette continenti… L’Australia lo è, ma la Groenlandia no. C’è una buona ragione scientifica? No, è solo una convenzione. E per un pianeta la situazione è del tutto simile”.
“Ci sono molti scienziati che semplicemente si rifiutano di accettare che Plutone non sia considerato un pianeta”, come loro anche la maggior parte dei geografi rifiuterebbe di dequalificare l’Australia da continente. “Quindi continueremo a chiamarlo pianeta, e sarà sempre così.”
Grazie alla
sonda spaziale New Horizons, gli scienziati (e non solo) son rimasti attratti dal fascino di Plutone chissà se anche lo IAU rimarrà ammaliato dalla sua bellezza tanto da renderlo di nuovo un pianeta o se cederà alle tesi degli scienziati che con rabbia e indignazione dichiarano a gran voce “Plutone pianeta”.
Nel frattempo la
diatriba continua.

Marianna Di Felice

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