Le Pmi italiane guidano il mercato europeo dei mini bond

Dal 2013 è un boom di presenze di Pmi sul mercato obbligazionario, sempre più favorito come metodo alternativo di finanziamento.

Oltre all’Italia i segmenti di mercato dei mini bond sono presenti in Spagna e Germania.

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Complice la crisi e, più in generale, il tessuto economico nazionale e internazionale, sempre più aziende sono andate alla ricerca di forme alternative di finanziamento. Spiccano in questo le Pmi che si avvalgono ormai da diversi anni dei benefici del mercato obbligazionario come alternativa ai finanziamenti bancari.




A guidare la classifica europea delle Pmi che si avvalgono dei cosiddetti mini bond troviamo l’Italia, ma anche le piazze di Spagna e Germania si sono attrezzate con segmenti appositi. In Italia i mini bond sono stati introdotti nel 2012 con il “Decreto Sviluppo” mentre l’apposito mercato dedicato, l’ExtraMot Pro, risale al 2013. Da allora a oggi su un totale di 450 bond emessi, 303 sono quelli quotati sul segmento per un valore di 30 milioni di euro.

Se all’inizio le Pmi erano appena 21 a ricorrere a tali formule finanziarie, oggi le società sono 196 e quasi tutte concentrate al Centro-Nord. Le regioni più rappresentative sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna al Nord, mentre al Sud spicca la Campania.

Tra i settori più rappresentati troviamo quello manifatturiero e i beni di consumo, ma sono tante anche le quotazioni dell’energia e delle materie prime.

La situazione italiana

Guardando all’Italia, il nostro Paese si rivela quello più attivo in Europa riguardo ai mini bond. Come detto, sono 196 gli emittenti presenti sul segmento dedicato, la maggior parte del Centro-Nord. Nell’ultimo trimestre del 2017 le emissioni  inferiori ai 50 milioni di euro sono state 27, per un valore di 147 milioni, facendo chiudere l’anno a quota 1,805 miliardi.

Ma a essere aumentate sono anche le emissioni di taglio più elevato, cioè superiori a 150 milioni di euro. In questo caso le emissioni sono state più di 300 per un valore di 14 miliardi.

Come anticipato, a dominare sono le regioni del Centro-Nord con il Veneto in testa con 490 milioni, cioè il 27,1% del totale. Seguono Lombardia con 407 milioni (22,5%) ed Emilia Romagna  con 206 milioni (11,4%).

La situazione europea

Venendo alla situazione europea notiamo un minor fervore sulle piazze degli altri Paesi in merito ai mini bond. Al momento, oltre all’Italia, solo Spagna e Germania hanno deciso di aprirsi a queste forme di finanziamento. Il segmento di mercato gestito dalla Borsa spagnola conta 48 Pmi quotate con 35 obbligazioni e 25 cambiali finanziarie destinate però solo a investitori professionali.




Il segmento della Borsa di Francoforte, attivo da marzo 2017, conta solo 15 bond emessi dalle Pmi. Anche alcune Borse regionali tedesche si sono aperte alle obbligazioni delle Pmi. Il Primärmarkt di Düsseldorf conta 25 bond mentre Monaco di Baviera ne conta solo due.

Non hanno invece segmenti dedicati la Borsa di Londra ed Euronext, il mercato che riunisce i listini di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona.

Nicolò Canazza

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