Alessandro Mora: L’arte della PNL per stare bene senza nessuna ragione

La PNL è libertà. Scopri "perchè" con Alessandro Mora

La verità è che tutti quanti ci incasiniamo bene o male, nello stesso modo. Ad ognuno di noi sembra che il nostro problema sia unico e insolubile. Pensiamo di essere la persona più sfigata sulla faccia della terra. Il classico “capitano tutte a me”.
In realtà ci incasiniamo nello stesso modo: Ci critichiamo, ci diciamo che non siamo all’altezza in quella situazione o temiamo di non esserlo, abbiamo paura del fallimento.

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PNL: Cos’è realmente?

Per chi ha avuto occasione di assistere ai suoi speech, Alessandro Mora è semplicemente Alle.

Una persona con competenze, abilità linguistiche e professionalità tanto immense quanto umilmente completate da sorrisi genuini, empatia, spontaneità e amabile conversazione.Master Trainer in PNL – titolo che possono vantare solo una trentina di persone al mondo –  da 25 anni aiuta atleti, persone e aziende, fornendo loro il manuale di istruzioni di quel chilo e mezzo di materia grigia: il nostro cervello.

Co-autore di tre libri (quasi quattro) è da oltre 10 anni stretto collaboratore del creatore della PNL, il Dott. Richard Bandler. In particolare, Alessandro Mora è alla guida del Top Team internazionale degli assistenti del Dott. Bandler. Dirige il team nei corsi in USA e Europa.

 

 

  • Buongiorno Alle, iniziamo con una domandina facile… Cos’è per te la PNL?

Per me la PNL è imparare a pensare, in maniera più utile per poter stare bene senza nessuna ragione.Oggi vedo purtroppo tante persone a cui servono valide ragioni per stare bene e di default invece hanno un atteggiamento triste. Se entri in ufficio con il sorriso è facile che qualcuno ti guardi stranito e ti chieda: “cos’hai da ridere?” Come se fosse necessario un perché. Dovrebbe essere l’opposto, star bene di default e stare male se ci sono delle valide ragioni. La PNL è proprio questo: imparare a stare bene senza nessuna ragione, pensando in maniera più furba.

  • Tu hai iniziato a fare PNL nei 90Special, come direbbe Savino. Cosa è cambiato da allora?

Quando ho iniziato, in pochissimi sapevano cosa fosse la programmazione neurolinguistica o il coaching. Quando dicevo “faccio il mental coach” mi commentavano “Ah quindi ti occupi di allenamento fisico.” 

All’epoca non si considerava come tematica quella mentale. Le persone erano alla ricerca di cose tecniche, di mezzi per produrre di più, della tecnologia più all’avanguardia, quindi sulle cose. Solo le multinazionali, a contatto con il mondo anglosassone, che per queste novità era sempre un pochettino più avanti, erano più informate. Altrimenti c’era – e in parte c’è ancora – una grandissima ignoranza sul tema.

Il mondo della formazione conosce senza dubbio la PNL, ma è comunque una nicchia. Se io chiedo alla prima persona che incontro “Cos’è la PNL” probabilmente mi risponderà la “Panca Nazionale del Lavoro”.

Grazie al lavoro di divulgazione, fatto inizialmente da Tony Robbins, le persone se ne sono interessate. Così feci anch’io, andando a formarmi con il creatore originale, Richard Bandler. Pensai “Sono cose talmente tanto fighe che voglio andare a comprenderne la struttura profonda. Se Tony ha scritto di questi personaggi allora vale la pena conoscerli e imparare le loro strategie.”

Oggi, con la divulgazione dei primi anni Novanta, più il tam- tam mediatico dei social, molti ne hanno sentito parlare. Ciò non significa che sia necessariamente un bene, perché con l’informazione arriva anche la disinformazione.

  • A tal proposito voglio chiederti: Spesso la PNL è definita “pseudoscienza”. Perché si è creato questo falso mito e perché è una definizione impropria?

In realtà è un “vero mito”. La PNL non è una scienza. Per i principi della scienza ha bisogno di essere testata dal metodo scientifico. Vale a dire la stessa cosa, deve poter essere riprodotta da qualunque altro operatore in qualunque altra parte del mondo.

Invece la PNL è più una forma d’arte, dipende enormemente dall’operatore.

Io e te possiamo lavorare sulla stessa persona, tu ottenere risultati e io no o viceversa. Se io non ho sviluppato le capacità di osservare, notare delle distinzioni particolari sulla persona, comprenderne la comunicazione verbale o non verbale è evidente che non otterrò gli stessi risultati.

Quando proposero a Bandler di smettere per qualche tempo di sviluppare nuovi modelli e strategia in modo da poter dare validità scientifica alle tecniche che aveva creato fino a quel momento, lui rispose:

“Neanche per sogno. Siete voi a essere interessati al dimostrare scientificamente che queste tecniche funzionano: io lo so! Quindi fate tranquillamente il vostro lavoro, perché  il mio è trovare modi sempre più veloci per ottenere risultati… e non ho intenzione di fermarmi!”

Grazie a questo presupposto ho un grande vantaggio: quando mi rendo conto che trovo qualcosa che funziona meglio di come la facevo in passato, posso cambiare. Non ho teorie da difendere perché Bandler stesso non ne ha.

  • Frequentando i corsi ho sentito spesso la differenza tra “piennellista” e “piennellaro”. Vuoi spiegarcela?

(Sorride)… Il piennellaro è colui che ne sa a pacchi di teoria, ha studiato mille libri, visto mille corsi, ha immagazzinato il glossario di tutte le tecniche di PNL, cita nomi, segreti, ecc. Però poi non applica nulla di ciò che ha imparato. Interpreta mille cose nella sua testa, invece di lasciarsi guidare dal cuore, e rende complessa una cosa che è nata semplice. Il piennellaro è quello che applica la PNL, ad esempio, per la seduzione. Il che è tristemente assurdo.

Hai davvero bisogno della frasina ad effetto per uscire con una ragazza?

Il piennellaro non ottiene risultati perché è un ghiacciolo, non ci mette il cuore e quindi non è con-vincente. Il saper con-vincere nasce dall’essere con-vincente. Il piennellista invece, oltre a sapere la teoria, riesce a metterla in pratica e trasferirla. Perché mette il cuore e l’interesse sincero verso l’altra persona.

  • Mi piace molto quando dici che “Bisogna fare le cose oggettivamente giuste per la giusta ragione.” Qual è la giusta ragione per imparare la PNL?

Il punto è:

“Se tu vuoi imparare la PNL per manipolare le altre persone, già quello non ti permette di ottenere risultati. Perché le persone lo sentono.”

Se tu stai bene con te stesso arrivi ad un certo punto in cui non hai bisogno di dover convincere o manipolare l’altra persona. Semplicemente ti piace l’idea di mandare il tuo messaggio perché hai sperimentato su te stesso che è utile.

Impara la PNL per stare bene con te stesso per gestire il tuo stato d’animo. Tutte queste cose, poi ti permettono di essere convincente e di conseguenza anche efficace. Con-vincere nel vero senso della parola, cioè vincere insieme all’altro.

  • Noam Chomsky dice che non c’è libertà senza educazione. Secondo te in che modo la PNL può educarci ad usare il nostro potere per vivere la libertà personale?

Cito Bandler stesso quando dice:

“Freedom is everything and love is all the rest.”

La PNL è libertà. Il concetto è imparare a pensare in maniera libera, senza schemi che ci siamo imposti o che ci hanno imposto le altre persone. Molte convinzioni derivano dall’ambiente. Quante volte da piccolo ti è capitato di sentire su te stesso o sugli altri, magari con tutte le buone intenzioni del mondo, cose del tipo:

“Tu non sei portato per la matematica, per l’arte”;

“Anche tuo papà andava male, purtroppo hai preso gli stessi geni.”

Magari dette anche per scherzo, però se la persona è vulnerabile o soggetta ad un adulto autorevole, finisce per crederci. In questo senso la PNL ti dà la possibilità di essere libero. Educa il tuo cervello a pensare in maniera più furba.

Ti permette di rompere le catene delle abitudini mentali, riconoscere quali sono. Infatti un altro passaggio è la consapevolezza. Quando ti rendi conto di avere un dialogo interno improduttivo, puoi iniziare ad intervenire, altrimenti no. La PNL ti insegna come fare.









  • Nei tuoi corsi ognuno ha la sensazione che le parole che dici siano rivolte specificatamente a lui. E’ qualcosa di spontaneo oppure è la magia della PNL?

Entrambe le cose. Parte dalla magia della tecnica e dal saper usare, ormai inconsciamente, le parole per generare un effetto specifico. Facendo corsi con centinaia o migliaia di persone, utilizzo una modalità linguistica – il Milton Model – che mi permette di sembrare il più personalizzato possibile.

La verità è che tutti quanti ci incasiniamo bene o male, nello stesso modo. Ad ognuno di noi sembra che il nostro problema sia unico e insolubile. Pensiamo di essere la persona più sfigata sulla faccia della terra. Il classico “capitano tutte a me”.

In realtà i modi in cui ci mettiamo i bastoni tra le ruote da soli sono simili: Ci critichiamo, ci diciamo che non siamo all’altezza in quella situazione o temiamo di non esserlo, abbiamo paura del fallimento.

Quindi i miei esempi sono abbastanza generici e al contempo abbastanza specifici. A questo si aggiunge la spontaneità sul palco. Ovviamente non penso: “Adesso dico quello o questo.” Sono cose ormai interiorizzate per me.

Quindi posso concentrarmi semplicemente sul mio obiettivo finale: essere una risorsa per chi mi sta ascoltando e portare valore nella sua vita.

  • Quando uscirà il tuo prossimo libro?

Andrà in stampa a breve. Io e Roberta Liguori stiamo scrivendo la conclusione. Posso anticipare ai lettori di Ultima Voce che la tematica principale sarà “La PNL oltre le tecniche”. Parleremo di atteggiamento che, così come mi ha insegnato Bandler, è il motore base di tutte le tecniche.

  • Il 24 Marzo si terrà la seconda edizione del PNL DAY un evento unico in Italia. Quale motivo dovrebbe spingere a partecipare i lettori che magari già conoscono la PNL?

Be’ per chi è interessato o semplicemente incuriosito da questo mondo, vuole toccarlo con mano più da vicino e capire concretamente in che modo queste strategie possano migliorare il benessere personale, questa giornata è perfetta. Visto che tutti pensiamo e comunichiamo con gli altri, chi decide di partecipare a questa giornata troverà tanti strumenti utili per farlo in modo più efficace.

Per chi invece è già esperto, ha già fatto dei corsi (e non li ha fatti con noi) o ha studiato sui libri, è un modo diverso per venire a vedere in pratica qual è la PNL più vicina al modo di fare di Bandler.

Avendo l’opportunità di passare tre mesi all’anno con lui, ormai per osmosi assumo e porto avanti il suo atteggiamento.

Spesso proprio questa parte fondamentale è stata travisata, variata, trasferito solo in parte.

Nei feedback, i miei corsisti spesso mi dicono: “Alle ho fatto dei corsi ma non avevo capito questo particolare, o magari questa cosa non l’avevo mai vista in questo modo”.

Questo perché molto dipende dall’interpretazione del trainer. Il che è naturale. Anch’io all’inizio facevo dei corsi molto diversi da oggi.

Grazie all’esperienza diretta che faccio con Bandler da più di 10 anni, posso analizzare i dettagli, acquisirli e trasmetterli.  La PNL è sempre in divenire. Bandler fa continue evoluzioni. Essendone esposto direttamente, posso dare questo valore alle altre persone. Quindi il PNL DAY è un bellissimo modo, per chi già conosce la PNL, per vedere lo “stato dell’arte”, notare cose che non avevano notato. Approfondire l’atteggiamento che ci sta dietro. Ciò è fondamentale nella vita quotidiana.

Chi ha già fatto corsi specialistici, potrà notare come applico la PNL mentre insegno la PNL.

Ci sono diversi livelli: Quello linguistico, il lavoro sul cambiamento conversazionale delle convinzioni, l’installazione delle strategie di motivazione o decisione.

Il 24 Marzo, al PNL DAY tutti, dal neofita al mega trainer, torneranno a casa con qualche risorsa e qualche strumento in più. Per te stesso e per gli altri.

Daniele Fiorenza

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