Polivalenti: gli sportivi capaci di affrontare più discipline

Gli esempi illustri del passato

Valentino Rossi si candida scherzosamente per la fascia sinistra dell’Inter. Esistono in ogni caso atleti polivalenti, in grado di competere a livello professionistico in più discipline: scopriamoli insieme.

Fonte: pu24.it
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Esistono atleti polivalenti, capaci di esprimersi ad alti livelli in diverse discipline agonistiche.

Fresco della vittoria nel Monza Rally Show e campione mondiale per nove volte, il pilota motociclistico Valentino Rossi rivolge uno scherzoso appello. Il 3 dicembre, data dell’affermazione di Monza, coincide con il primo posto appena conquistato in Serie A dall’Inter di Luciano Spalletti, sua squadra del cuore per cui si ‘candida’ in qualità di ala sinistra.




La vicenda richiama alla memoria un appello simile, formulato da un altro sportivo formidabile. Usain Bolt, vincitore di ben otto ori in tre Olimpiadi, aveva infatti espresso la volontà di militare nel Manchester United. Una proposta che non ha comunque aperto una nuova fase nella carriera del velocista giamaicano.

Esistono in ogni caso degli sportivi davvero in grado di ricominciare: atleti polivalenti che si sono espressi a livello professionistico in più discipline. Scopriamo insieme alcuni esempi.

Michael Jordan: basket, baseball e ritorno alle origini

Apriamo con una leggenda della pallacanestro statunitense. Jordan firma con i Chicago Bulls il 12 settembre 1984. Una storia che frutta ben tre titoli Nba consecutivi (dal 1991 al 1993) con il club e due ori olimpici con gli Stati Uniti (1984 e 1992).

Il padre di Jordan, amante del baseball e desideroso di vedere il figlio impegnato in questa disciplina, muore improvvisamente il 6 ottobre 1993. Tale evento traumatico spinge il cestista a dedicarsi proprio al baseball: nel 1994 firma prima con i Birmingham Barons, militanti in Minor League, quindi si trasferisce agli Scottsdale Scorpions (Arizona Fall League).

Si tratta in ogni caso di una parentesi momentanea. Jordan torna infatti ai Chicago Bulls il 18 marzo 1995: il suo ritorno coincide con altre tre affermazioni in Nba consecutive (1996, 1997, 1998).




Lev Jašin: hockey su ghiaccio come redenzione per il calcio

Gli amanti del calcio conoscono perfettamente il suo nome. Jašin è l’unico portiere a potersi fregiare del Pallone d’Oro, conquistato nel 1963. La carriera del sovietico nel calcio conosce però un inizio travagliato, che mal si concilia con la sua figura leggendaria. Il debutto in campionato del 2 luglio 1950 è infatti tutt’altro che memorabile.

Sul risultato di 1-0 in favore della Dinamo, il giovane Lev, nell’intento di anticipare il temuto Nikita Simonjan su un cross spiovente nell’area di rigore, uscì in modo avventato travolgendo il compagno di squadra Vsevolod Blinkov e mancando il pallone, che fu spinto in rete dall’attaccante dello Spartak.

Mario Alessandro Curletto e Romano Lupi, ‘Jašin. Vita di un portiere’

Un errore che rischia di compromettere la carriera di Jašin, capace però di riscattarsi in una diversa sezione della Dinamo Mosca. Il portiere entra infatti nella compagine di hockey su ghiaccio della capitale, rivestendo sempre il ruolo di estremo difensore e conquistando la Coppa Sovietica nel 1953.

Tornato al calcio, Jašin dimostra di aver pienamente superato l’errore dell’esordio. A beneficiarne saranno sia la Dinamo Mosca (vincitrice di cinque campionati sovietici fra 1954 e 1963) e l’Urss (oro olimpico nel 1956 e Campionato Europeo nel 1960).




Kurt Angle: lotta libera e wrestling

Menzioniamo infine l’ultimo fra gli atleti polivalenti: Kurt Angle. Lo statunitense inizia la carriera nella lotta libera, in cui combatte nella categoria pesi massimi. Un percorso che si rivela presto vincente: nel 1995 il lottatore vince l’oro ai Mondiali, per poi ottenere la medesima medaglia nell’Olimpiade di Atlanta 1996.

Successivamente, il lottatore opta per il wrestling professionistico nella World Wrestling Federation (oggi WWE). Cambia il palcoscenico, ma Angle continua a collezionare trionfi: i tredici titoli mondiali conquistati in tre federazioni diverse lo confermano.

Francesco Gabriele De Vivo

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