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Polybius, la grande leggenda di un gioco che non è mai esistito

Un cabinato inghiottito nell'oscurità del tempo.

Da: it.creepypasta.wikia.com
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Gli anni ’80 sono stati un periodo particolare per il mercato videoludico. Molte cose sono cambiate, tante compagnie hanno fallito, tante altre sono diventate più grandi e forti, risorgendo dalle loro ceneri.
Popolari in quel periodo erano i cabinati delle sale giochi. “Pacman”, “Space Invaders”, “Caterpillar”, “Super Mario” e “Donkey Kong” sono i titoli più conosciuti. Ma tra i titoli più famosi, uno resta ancora oggi immerso nel mistero: Polybius.

Polybius
La cosìddetta unica immagine reale del gioco. Da: atlanticus4.rssing.com

Cosa si sa di questo titolo? Non molto, sinceramente. Tra le immagini che sono state rilasciate nel corso degli anni, solo una è definita reale, e consiste nel logo del gioco in un font piuttosto dettagliato per l’epoca (ricordiamo che a causa dello scarso spazio sulle schede madri, era necessario lasciarne quanto più possibile per il gameplay, e solo dopo il 1983, con la maggiore quantità di spazio, i giochi hanno cominciato ad avere più dettagli aggiunti), colorato di azzurro/verde acqua in diversi gradienti e la scritta sotto della compagnia che l’ha prodotto, chiamata Sinneslöchen, seguito dal presunto anno di produzione, 1981.
Tra le cose più strane che si sono notate nel corso del tempo ce n’è una in particolare: il font usato è molto simile a quello dei giochi di Miller nei cabinati Atari, anche se con alcune differenze che mettono in risalto l’unicità del font, come la specularità di alcune lettere rispetto a quelle del font originale nel nome della compagnia.
In aggiunta, un’altra cosa molto strana è il nome della compagnia, che tradotto grossolanamente dal tedesco piuttosto elementare e impreciso, significa “Perdita di senso”, o “senza senso”.

Polybius è un titolo molto strano. Chi dice di averci giocato, o chi dice di aver visto altri giocare, sostiene che il gioco provocasse nel giocatore malessere, amnesia, psicosi e sintomi fisici e psichici legati alle luci stroboscopiche emanate dal cabinato. Le varie descrizioni raccolte dai siti internet lo definiscono uno sparatutto semplicistico con elementi puzzle. Le varie definizioni e il passare del tempo hanno portato Polybius a diventare una leggenda metropolitana, con qualche fondo di verità legato alle dicerie, e a chi sostiene di averci giocato o di avere memorie offuscate al riguardo.




Ma ciò che risulta estremamente strano e fuori dalla norma è il fatto che, probabilmente dopo pochissimo tempo dal rilascio del cabinato, esso sia misteriosamente scomparso senza fare ritorno, con accodate diverse speculazioni al riguardo della natura del titolo, di come funziona, di quale sia l’obbiettivo.
Le informazioni sono tante e piuttosto confusionarie, ma stando all’ottimo lavoro di ricerca fatto dall’utente Ahoy in un documentario riguardante il suddetto titolo, sono emersi dettagli piuttosto interessanti.
Per non screditare il lavoro fatto da questo utente (e se siete interessati, è un consiglio personale quello di guardare il documentario nella sua interezza) non ci dilungheremo troppo sulle informazioni raccolte, ma prenderemo i punti fondamentali della vicenda.
A quanto pare, Polybius risale ad un sito chiamato Coinop, che un giorno ha visto apparire la pagina dal nulla, con data più lontana (e probabilmente di creazione) nel lontano 2000. A seguito di questo articolo, qualche mese dopo, le notizie hanno cominciato a diffondersi, andando a finire in forum, siti e perfino riviste legate ai videogiochi. L’articolo più famoso di Polybius su rivista risale allo scrittore Dan Amrich su Gamepro.

Può quindi questo gioco essere puro frutto dell’immaginazione dello scrittore/fondatore di questo strano sito? Può essere che sia semplicemente una reazione a catena con un fondamento di verità da qualche parte, persa nel tempo? O può essere un titolo fatto come semplice test, ma che poi ha deragliato diventando qualcosa di troppo grande anche per gli stessi creatori, costringendoli a ritirare il gioco dal commercio e disgregarsi? Una cosa è certa: la verità è da qualche parte, e qualsiasi sia… E’ bello sapere che esiste qualcosa di misterioso come Polybius.

 

Graziano Ferilli

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