Popolazione del sudest asiatico si è geneticamente adattata alle immersioni

Una nuova ricerca svela a cosa è dovuta la loro attitudine alle immersioni

Una popolazione  del Sudest asiatico risulta predisposta a immersioni prolungate e in profondità, senza alcun aiuto tecnologico . . .

Fonte: Focus.it
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Una nuova ricerca svela a cosa è dovuta la loro attitudine alle immersioni

Una popolazione  del Sudest asiatico risulta predisposta a immersioni prolungate e in profondità, senza alcun aiuto tecnologico.

Una ricerca mette in luce  gli adattamenti fisici e genetici che si celano dietro questa capacità.

L’etnia Bajau  è famosa per l’abilità di fare immersioni in profondità con una sola boccata di fiato, occhialini di legno e rudimentali pesi.

La loro capacità era nota da tempo ma finora non era chiaro  se derivasse da esercizio ed esperienza o da mutazioni genetiche.

 

Uno studio pubblicato sulla rivista pubblicato su Cell suggerisce la seconda ipotesi.

Nella popolazione si sono infatti diffuse varianti genetiche correlate a precise modifiche dell’organismo, che appaiono utili a migliorare le abilità di immersione.




Melissa Ilardo, dell’Università di Copenhagen, ha osservato che alcune foche in grado di resistere a lunghe immersioni presentano una milza molto grossa: tra le diverse funzioni dell’organo c’è anche la conservazione dei globuli rossi che trasportano ossigeno.

Durante le immersioni, un riflesso spontaneo fa sì che l’organo si contragga, liberando la riserva di eritrociti ossigenati quando c’è ne bisogno.

Per far luce sul mistero,la studiosa ha effettuato ecografie addominali a 43 persone di etnia Bajau e 33 di una popolazione vicina sprovviste di questa capacità.

Nei Bajau, la dimensione della milza era del 50% più grande, indipendentemente dall’età, dal genere e dall’abilità di immersione.

Nel DNA di questa popolazione sono presenti geni correlati all’abilità di adattarsi a situazioni di scarsa ossigenazione, tra cui quello responsabile della milza di maggiori dimensioni e quello che permette il restringimento dei vasi sanguigni periferici in caso di carenza di ossigeno.

In questo modo quando si è immersi, il sangue ossigenato fluisce nelle zone dove occorre maggiormente ossia cervello, cuore e polmoni.

Queste mutazioni genetiche, come quelle che consentono ai popoli tibetani di vivere a quote elevate, derivano da adattamenti promossi dalla selezione naturale, a dimostrazione del fatto che l’essere umano si evolve continuamente.

Alessia Cesarano

 

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