Possedere un cane allunga la vita

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La notizia arriva dalla AHA (American Heart Association) e se ricordate vagamente qualcosa del genere, non si tratta di una notizia vecchia, ma di una conferma di quanto affermato già nel 2013, possedere un cane allunga la vita, in particolar modo dei sopravvissuti ad infarti ed ictus.
La ricerca è stata pubblicata su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes ed è composta sia da un nuovo studio che dalla meta-analisi di studi precedenti.
Per il nuovo studio i ricercatori hanno avuto accesso ai dati tratti dallo Swedish National Patient Register relativi a residenti di età tra i 40 e gli 85 anni, che avevano subito un infarto o un episodio ischemico nel periodo 2001-2012. Il campione è molto ampio, stiamo parlando di 182000 sopravvissuti ad infarto e 155000 sopravvissuti ad un’ischemia. Tra i primi il 6% erano proprietari di cani (dati confermati dal registro nazionale, in Svezia la registrazione è obbligatoria) tra i secondi il 5%.
I risultati hanno mostrato che il rischio di morte tra i sopravvissuti ad infarto che vivevano da soli era un 33% più basso se possedevano un cane, ma anche tra quelli che non vivevano da soli era il 15% più basso.



Per i sopravvissuti ad ischemia i valori erano rispettivamente 27% e 12%.
Quanto sopra per quanto riguarda il nuovo studio, la meta-analisi degli studi precedenti ha dimostrato che chi possiede un cane ha un rischio di mortalità in generale (qualsiasi causa) il 24% più basso, chi è sopravvissuto a un infarto ha un rischio il 65% inferiore e che le morti per cause cardiovascolari sono il 31% meno probabili.
Possedere un cane allunga la vita,  ma come diavolo è possibile? Niente di magico, studi precedenti hanno dimostrato come possedere un cane tenda a diminuire il rischio di isolamento sociale (chi possiede un cane tende ad interagire di più con gli altri), inoltre il possesso di un cane spinge ad aumentare l’attività fisica. Questi due fattori, il rischio di isolamento sociale e l’attività fisica sono entrambi elementi chiave nell’evoluzione del recupero post infarto o ischemia cerebrale.

Roberto Todini

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