PrayForHumanity: basterà la preghiera a salvare il mondo?

L’Alto Comitato per la fratellanza umana ha indetto per oggi l’iniziativa PrayForHumanity. In questa giornata, i credenti di tutte religioni sono invitati a dedicarsi a momenti di preghiera, digiuno e opere di carità. Lo scopo dell’iniziativa è rivolgersi a Dio, affinché aiuti l’umanità a superare la pandemia. Il direttore dell’Istituto Tevere per il dialogo interreligioso, Cenap Aydin, ha spiegato:

I fedeli, ma soprattutto i leader delle religioni, testimoniano l’unità per far sapere al mondo che i problemi dell’umanità non sono fuori dalle religioni, ma che le religioni, facendo parte della nostra famiglia umana, sono direttamente coinvolte per trovare le soluzioni a queste crisi così come a tutti i problemi che appartengono alla nostra umanità.




La preghiera come momento di riflessione e meditazione

L’iniziativa PrayForHumanity è di carattere interreligioso. Essa trascende i singoli riti e le specifiche dottrine. Il momento di preghiera, intimo e personale, si tramuta dunque in un’invocazione collettiva. Oltrepassando le formule e i cerimoniali, recitati a memoria col rischio che si perda la reale comprensione del loro significato, ci chiediamo se sia possibile intendere la preghiera come un più ampio momento di riflessione. In tal senso, l’analisi dei problemi che attanagliano l’umanità deve necessariamente passare per l’acquisizione di consapevolezza delle nostre responsabilità. Affinché, dunque, la preghiera possa profilarsi come strumento che contribuisca alla soluzione delle crisi dei nostri tempi, il solo chiedere non può bastare.

Pray to humanity: dalla passività alla responsabilizzazione

Viviamo un cataclisma planetario. Riscaldamento climatico, diminuzione drastica degli spazi vitali, crollo delle biodiversità, profondo inquinamento dei suoli, dell’acqua e dell’aria, rapida deforestazione: tutti gli indicatori sono allarmanti. Al ritmo attuale, entro qualche decennio, non resterà quasi più niente.

Queste le parole dell’appello lanciato su Le Monde dall’astrofisico  Aurélien Barrau e dall’attrice Juliette Binoche. A loro si sono uniti oltre duecento, tra scienziati e artisti. I firmatari hanno evidenziato la necessità di costruire una nuova normalità, dopo il  coronavirus. Per questo, si sono rivolti ai leader mondiali e ai cittadini, per realizzare una trasformazione radicale dei valori e delle economie.

La sola invocazione a Dio, affinché risolva problemi generati dalle logiche umane basate su profitto e sfruttamento, rischia di non bastare. L’iniziativa PrayForHumanity, allora, potrebbe configurarsi come un’esortazione ad agire, applicando quei dettami di rispetto e comprensione che troppo spesso ci aspettiamo dall’alto, ma fatichiamo a mettere in pratica.

Gli esseri umani e la maggior parte delle specie viventi sono in una situazione critica. Non è troppo tardi per evitare il peggio. È troppo tardi perché non succeda niente: il crollo è in corso. La sesta estinzione di massa si svolge a una velocità senza precedenti. Ma non è troppo tardi per evitare il peggio. È una questione di sopravvivenza. Sostanzialmente, non può essere considerata come secondaria. Molte altre lotte sono legittime. Ma se questa verrà persa, nessun’altra potrà essere condotta. 

Laura Bellucci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *