Prendi la ruspa Joe, abbatti “il muro della vergogna”

Di Luca Paladini


Stava dentro il primo significativo “pacchetto” delle cose da cambiare di Joe Biden.
Stop al finanziamento del muro. Quella barriera di separazione esistente tra gli Stati Uniti d’America e il Messico.
In Messico, dove hanno da subito cominciato a chiamarlo “il muro della vergogna” e che ha come obiettivo quello di impedire agli immigranti illegali di oltrepassare il confine statunitense.

Donald Trump negli anni della sua presidenza ne ha fatto una sconcia campagna mediatica per lisciare il pelo alla sua frangia più razzista.
Perché per i proud boys mica solo i neri sono un problema.

Il Muro della vergogna ha radici più antiche

La sua costruzione ha avuto inizio nel 1990 durante la presidenza di George H. W. Bush quando la polizia di frontiera elaborò la strategia “Prevenzione attraverso la Deterrenza”, in base a cui, tra le altre cose, iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine, in particolare nell’area di San Diego. Il primo tratto, di 22,5 chilometri, fu completato nel 1993.

Pure i democratici non si sottrassero a contribuire alla “vergogna”

Nel 1994 durante la presidenza di Bill Clinton la barriera fu ulteriormente sviluppata. L’iniziativa più evidente fu quella di aggiungere una presenza fissa di forze di polizia al confine.
La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas.

Il confine tra Stati Uniti d’America e Messico è lungo 3.169 km e attraversa territori di diversa conformazione, aree urbane e desertiche. Le barriere sono situate nelle sezioni urbane del confine.
Questo rende l’attraversamento del confine non un’impresa impossibile, ma estremamente dura soprattutto per donne e bambini.

Sono morte migliaia di persone nel tentativo di attraversare il confine segnato dal “muro della vergogna”

Dal 2004, i corpi di 1. 086 migranti sono stati recuperati solo nel deserto dell’Arizona meridionale.
Gente vinta dalla fame, dalla sete, dalla fatica.

In tutto questo, come collochiamo la decisione di Biden?
Bene, non aumenteranno i chilometri di reticolato, ma di quelli già esistenti, che succede?
Non mi pare un punto marginale a fronte della volontà più volte manifestata di capovolgere l’impianto politico e culturale trumpiano.

Davvero nel 2021 ha ancora senso parlare di Muri?
A Tijuana come a Gerusalemme.
La tanto evocata ruspa dai sovranisti delle nostre parti è uno strumento “neutro”. Se ne possono fare vari usi, che ne determinano l’utilità.
Si può decidere di usarla per sgomberare dei poveri cristi o buttare giù degli ostacoli che rendono la vita ancora più difficile agli stessi.
Prendi la ruspa Joe, anche quei chilometri già costruiti, sono chilometri di troppo.

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