Hitler e Gesù bambino nello stesso presepe di San Gregorio Armeno

Napoli è la città dove le idee prendono corpo nei modi più diversi. Anche le tradizioni più antiche cercano di correre al passo con i tempi e tra esse, quella del Presepe è una delle più rinomante nel mondo.

San Gregorio Armeno è il regno del presepe; lo storico quartiere situato nel cuore di Napoli è famoso nel mondo proprio per la sua lunga e secolare tradizione artigiana, grazie a personaggi fuori dal contesto etnologico.

La caratteristica principale degli artigiani di San Gregorio Armeno sta nelle molteplici riproduzioni dei personaggi più celebri e influenti della politica e dello Show Business.

Al pari della satira o di un cabaret extradiegetico, non vi sono ministri, premier, attori o calciatori che non abbiano visto, nel corso della sua carriera, spuntare una statuetta raffigurante la loro immagine pubblica che trova spazio assieme agli attori principali del presepe.

Un concetto di paganità e satira che entra in comunione con i simboli della cristianità e che esprimono la creatività visionaria del popolo partenopeo.

Solitamente il presepe diventa il teatro di personaggi solitamente appartenenti alla contemporaneità, ma gli sviluppi, spesso tragicomici, della società e della politica attuale, rispolverano anche i mostri del passato.




Ed è così che su una delle tante bancarelle espositive della via illuminata a festa spunti una statuetta raffigurante Adolf Hitler, proprio davanti alla capanna (perché la grotta era troppo fredda) di Betlemme.

La parodia e il gusto della provocazione sono insiti nel costume partenopeo, per cui anche la scelta di “arricchire” il presepe con questi simboli, potrebbe essere “giustificata” come la volontà di creare una nuova caricatura del Fuhrer anti-semita, catapultato, per ironia della sorte, proprio in mezzo agli ebrei!

Ma si sa che il black humor non appartiene al costume italico, né tantomeno a coloro che da anni si ergono a “paladini della morale”.

Tra questi il presidente del Partito Democratico del capoluogo campano, Tommaso Ederoclite, il quale, con fare bellicoso e degno di un partigiano, annuncia battaglia dal proprio profilo Facebook:

“Non so cosa abbia mosso l’artigiano ma è assurdo accostare la figura di Hitler, emblema di ferocia e di violenza, con il messaggio di pace e di fratellanza universale che deriva dal presepe, simbolo della Cristianità. Al di là dell’episodio, mi preoccupa che si rompano gli argini culturali eretti in Italia in 70 anni di democrazia”.

La replica dell’autore, Genny Di Virgilio, che spiega di averlo voluto solo accontentare la richiesta di un cliente, non è valsa a evitare il duro monito dell’amministrazione di Luigi De Magistris, che ha delegato il vicesindaco Enrico Painini di far rimuovere immediatamente la statua.




Così giustizia è stata fatta e la morale privata è salva; potrebbe essere che le tasche del Di Virgilio, siano un po’ meno piene, avendo dovuto perdere una commessa, ma qui si tratta di un valore più alto.

Non c’è dubbio che il cattivo gusto la giochi da padrone in questa vicenda, ma a questo punto il primo a essere condannato dovrebbe essere il cliente che ha commissionato l’opera.

In più le diverse raffigurazioni artistiche su Hitler, tra cui quella che lo ritrae in ginocchio, realizzata da Maurizio Cattelan e venduta all’asta per 17.189.00 dollari, avrebbero dovuto essere distrutte.

Non è neanche la prima volta che a San Gregorio Armeno compaiono statue di personaggi storicamente e umanamente discutibili; vedi Pablo Escobar.

Infine non si dice nulla su Mussolini che compare vicino alla statua del Fuhrer?

Fausto Bisantis

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